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L'Atalanta, Roma-Lazio e la fattoria degli animali Figc

Persone 14 Gennaio 2015 ore 04:45

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi su come non funzioni la giustizia nella Repubblica del Pallone, questi dubbi sono stati fugati dai provvedimenti presi a proposito dei gravissimi incidenti scoppiati prima e dopo il derby Roma-Lazio all'esterno dello Stadio.

Il Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) del Viminale ha deciso di punire entrambe le tifoserie della capitale per un turno di campionato. La Roma sarà senza tifosi anche in Coppa Italia contro l’Empoli. Il caso vuole che anche la gara di campionato, dell’1 febbraio, sia contro l’Empoli. La Lazio invece, dato che non poteva essere punita in Coppa Italia, giocando fuori casa a Torino, sarà senza la Nord contro il Napoli.

Se si raffrontano queste misure con le sanzioni draconiane prese da Alfano e sottoposti contro la tifoseria atalantina, non si può che dare ragione a George Orwell: nella sua fattoria degli animali, tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. A pagare, come sempre, è la schiacciante maggioranza dei tifosi che, a Bergamo come a Roma, vengono penalizzati dall'incapacità di questo Stato debole di individuare e punire i colpevoli e capace come sempre di colpire nel mucchio.

Qui non è questione di stilare una classifica di gravità degli incidenti di Bergamo (22 novembre, post Atalanta-Roma) e di quelli capitolini, ferma restando la condanna totale di ogni atto di violenza e l'auspicio che gli autori vengano sbattuti in galera, magari evitando di mandarci chi non c'entra nulla. Qui si tratta di capire perché Bergamo sia stata stangata in modo insopportabile e continui tuttora a pagarne le conseguenze, mentre nella capitale, ancora una volta l'abbiano sfangata.

Ricapitolando: per i sostenitori  atalantini, tre mesi di divieto di seguire la squadra in trasferta e, sinora, 4 partite interne di fila (Avellino in Coppa Italia; Cesena, Palermo e Chievoverona) proibite a chi non sia in possesso della famigerata tessera del tifoso, il più efficace strumento sfollagente mai inventato per svuotare gli stadi.

Eppure, fra i micidiali arnesi sequestrati dalla Polizia a Roma c'era anche una bomba piena di chiodi che, ha dichiarato il capo della Digos romana, poteva avere un effetto letale. Eppure, ciò che è accaduto prima e dopo il derby, all'esterno dell'Olimpico, è stato di una gravità inaudita. Ma provate a immaginare che cosa sarebbe successo se, per tre mesi fosse scattato per le tifoserie capitoline lo stesso bando che ha colpito gli atalantini e se Roma o Lazio tutte e due avessero dovuto giocare almeno 4 gare interne senza i tifosi che non posseggono l'omonima tessera. Ora l'Atalanta non giocherà più in casa sino al 31 gennaio, quando allo stadio Achille e Cesare Bortolotti, arriverà il Cagliari. Vedremo se, all'epoca, il Prefetto di Bergamo imporrà un altro divieto e se, nel frattempo, il sindaco di Bergamo avrà trovato il tempo per pronunciarsi contro un provvedimento che penalizza una città intera. Coraggio, Gori. Basta la parola.