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«Infondo anche lui è un ragazzo keniota»

Obama raccontato dalla nonna che voleva cucinargli una mucca

Obama raccontato dalla nonna che voleva cucinargli una mucca
Persone 23 Luglio 2015 ore 16:11

Lei si chiama Sarah ed è la nonna più famosa d’Africa. È nata nel 1922, vive in Kenya, suo nipote lo hanno chiamato Barack e di professione fa il presidente. Stiamo parlando della nonna di Obama. Tecnicamente, anzi biologicamente, non proprio nonna perché, essendo la terza moglie del nonno paterno del Presidente degli Stati Uniti, non ci sono legami di sangue con lui. Ma affettivamente sì, e anche tanto, e lui, Barack, la chiama affettuosamente “granny”. Lei, invece, risponde con "Barry". Forse è anche per questo suo forte legame con la nonna che Obama è il primo presidente degli Stati Uniti in carica in visita ufficiale in Kenya.

Le chiacchierate con Barack. È una donna giunonica e sorridente, dal portamento di chi sa reggere il Kalabash, il cesto che le donne africane con leggiadria portano sul capo. Si copre i capelli con un foulard annodato in stile Mamy di “Via col Vento”, del resto è musulmana, e parla la lingua del gruppo etnico Luo, il terzo più popoloso del Kenya. Quando vuol parlare con il nipote, riesce a dire solo qualche parola in inglese, per il resto ha bisogno di un interprete. Ma il presidente Obama sembra che si stia impegnando a imparare la lingua Luo, almeno stando a quanto confidò l'anziana signora a un giornalista all’epoca della prima campagna elettorale del nipote, che aggiunse di essere convinta che due persone della stessa famiglia possano comunicare in un segreto dialetto suggerito da Dio. Del resto a lei è successo questo quando andò a trovare il nipote alla Casa Bianca. Era stato eletto da poco presidente e un giorno le dissero che lei doveva partire. E così dal Kenya è andata a Londra e da lì in Germania, da una parente, e dopo un mese è volata a Washington. Arrivata in terra d’America è cominciato il suoi tour tra i luoghi dell’infanzia di Barack: la scuola, l’università... e poi insieme al nipote è andata alla scoperta dei grattacieli, «alti come 20 baobab», e dei ristoranti con «strane verdure con strane facce».

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La cucina di granny Sarah. Adesso che il presidente americano si reca in visita in Kenya ci si aspettava che la visita alla nonna fosse prevista, invece le esigenze diplomatiche hanno avuto la meglio e l'incontro è saltato. Granny Sarah non l’ha presa molto bene, perché avrebbe voluto che Obama visitasse la tomba di suo padre. Anche il resto degli abitanti di Kogelo ci è rimasto male, ma non si rassegnano perché in Africa l’imprevedibile è sempre all’ordine del giorno. L'anziana si era offerta di cucinare per il nipote i piatti tipici africani, a base di pesce, pollo e polenta, perché Obama, alla fine, «è un ragazzo keniota». Addirittura si era detta pronta a preparare qualsiasi cosa volesse Barack, ammazzare oche, anatre, galline, persino la mucca che pascola in giardino, pur di farlo tornare a “casa”, anche solo per poche ore.

Il villaggio di Kogelo. La signora Sarah vive nel villaggio di Kogelo, 30 miglia ad ovest della città principale occidentale del Kenya, Kisumu, sul bordo del lago Vittoria, e, in un villaggio di capanne costruite di fango, è l’unica ad avere una casa in muratura. Vive con il resto della famiglia in un compound agricolo con tacchini e galline, dove nel giardino sono sepolti il padre e il nonno di Obama. I suoi compaesani la chiamano l’Imperatrice, in alternativa “mama Sarah”. E proprio “mama Sarah” è il nome della fondazione da lei istituita nel 2009: una organizzazione no-profit di beneficenza la cui missione è di migliorare l'istruzione e il benessere dei bambini privati ​​dei diritti civili, al fine di aiutarli a raggiungere i loro obiettivi con successo e avere un futuro migliore. Un sogno a lungo termine di granny Sarah che è diventato realtà. Piccoli vantaggi dell’avere un nipote potente, anche se acquisito.

Le avventure del padre di Obama. Kogelo è un villaggio rimasto sconosciuto ai più fino alla pubblicazione dell’autobiografia da parte dello stesso Obama, intitolata “Un racconto sulla razza e l'eredità”, escritta prima dell'inizio della carriera politica ed edita nuovamente nel 2004. In quel libro di memorie l'attuale presidente Usa raccontava la sua vita fino all'ingresso nella prestigiosa Harvard Law school, partendo dalla vita di suo padre Barack Hussein Obama senior, che a Kogelo nacque. Era un ex pastore, che dal Kenya emigrò in America e che dopo il divorzio, quando il piccolo Barack aveva solo due anni, tornò nel suo villaggio natale, dove morì nel 1982. Da quando si sono scoperte le origini keniote di Obama, Kogelo è diventata meta di escursioni, e molti tour operator organizzano gite in questa zona del Paese, dove oltre alla nonna, vive anche un fratellastro di Obama, Malik. C’è un solo ristorante, con la facciata bianca, che si chiama, guardacaso “White House”. Fu in occasione della prima elezione alla presidenza USA che a Kogelo, nell’eccitazione generale per l’evento, vennero portate l’acqua corrente e l’elettricità.

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