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Nel settore ospiti con Jacopo, Ramona, Katia...

L'impresa l'ha fatta anche Fabio Uno dei 28 al seguito della Dea

L'impresa l'ha fatta anche Fabio Uno dei 28 al seguito della Dea
Persone 15 Settembre 2014 ore 09:50

I primi sono partiti sabato 13 mattina alle 6.40, gli ultimi rientreranno lunedì 15 sera alle 22.30. Per qualcuno mare e Atalanta, per altri amici cagliaritani e Atalanta mentre per qualcuno Atalanta e basta. Quasi tutti in aereo, la scelte della date e degli orari è anche figlia di una ricerca difficile ma comunque possibile della tariffa migliore. Per uno solo, Fabio, si può parlare di autentica impresa: ha scelto di fare Bergamo–Cagliari da solo: in pulmann, poi treno e poi traghetto. Sorisole, Milano, Civitavecchia, Cagliari e ritorno.

Erano in 28 i tifosi dell’Atalanta presenti nel settore ospiti. Bergamo, Treviglio, Caravaggio, Madone, Scanzorosciate, Sorisole, Sarnico, Dalmine  ma anche altre zone della provincia. Pochi? Forse, però è giusto rendere onore a chi nel cantiere del Sant’Elia si è fatto sentire e ha aiutato la squadra a centrare l’impresa. 28, ragazzi e ragazze, che gli scatti dei fotografi hanno immortalato con un sorriso grande così.

Jacopo, Ramona e Katia si sono goduti lo splendido mare del Poetto fin dal sabato, un gruppo guidato da Tom dell'Atalanta Club di Caravaggio ha dato vita ad una bella rimpatriata con amici di Casteddu e alla partita i tifosi bergamaschi sono arrivati alla spicciolata. Claudio è arrivato da Treviglio, Totò ha raggiunto Cagliari con il volo delle 6.40 ed è rientrato lunedì 15 alla mattina con il primo aereo disponile. Lui, dov’è l’Atalanta, non manca mai. Quando la squadra ha raggiunto il manto erboso (splendido, nonostante il clima africano) erano in una quindicina ad incitare Denis e compagni.

Al fischio d’inizio, come detto, i 28 valorosi hanno iniziato a sostenere la Dea e dopo soli 4 minuti il gol di Estigarribia nella porta vicino al settore ospiti (settore, per modo di dire…) ha ripagato tutti i presenti con una grande emozione. La curva cagliaritana ha provato subito a spingere forte, ma da sotto la Tribuna Centrale (unico settore dello stadio rimasto nella sua struttura originale benché con ampi spazi chiusi al pubblico) parecchie volte si sono uditi i cori dei tifosi nerazzurri.

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“Bergamo” e “Alè Atalanta” hanno caratterizzato il primo tempo, il gol del raddoppio di Boakye ha zittito tutto lo stadio e quasi fino alla fine si sono sentiti di nuovo i ragazzi al seguito. Qualche spavento, i due miracoli di Sportiello e il salvataggio sulla linea di Biava su tutti, ma tanta voglia di portare a casa i 3 punti. Al rigore di Cossu, il pubblico di Cagliari ha ripreso vigore, fino al 5’ di recupero i 9.500 presenti hanno provato a trascinare al pareggio la squadra di Zeman ma dopo il triplice fischio di Cervellera la festa dei nostri è stata totale.

Denis, Cigarini, Zappacosta, Raimondi, Benalouane e Sportiello hanno lanciato le maglie nel settore ospiti, qualcuno ha rischiato perfino di finire nel fossato pur di non perdere il cimelio mentre tutto il gruppo è andato a ringraziare per il sostegno: con la temperatura ben oltre i 30 gradi, una vittoria per 2-1 in trasferta ottenuta con tanta grinta è qualcosa di decisamente unico. Ancora di più se è la terza della storia sul campo del Cagliari.

Mentre in conferenza stampa Colantuono, Boakye e Marino commentavano il 2-1 ottenuto sul campo (lo abbiamo attraversato dopo il fischio finale per raggiungere la zona mista, un autentico biliardo), i bergamaschi sono defluiti senza alcun problema e con la pancia piena per una grande vittoria. I più fortunati hanno ripreso la via del mare da cui erano arrivati subito dopo pranzo. Poetto – Sant’Elia – Poetto per una domenica perfetta. Mare, caldo, sole e l’Atalanta che ha vinto. Cosa chiedere di più ad una scampagnata cagliaritana?

La squadra dopo una cena velocissima all’Hotel Holiday Inn è ripartita per Milano Linate con il volo di linea Alitalia. In aeroporto consuete foto di rito con gli altri passeggeri in coda. L’unico che ha regalato un fuori programma? Carlos Carmona. Qualche ritardo all’antidoping gli ha fatto saltare la cena, il cileno ha risolto tutto senza troppi problemi e il primo panino utile al bancone dello Chef Express di Elmas è stato praticamente divorato. Con un sorriso grande così di uno che in campo si vede poco ma che, se mancasse, si capirebbe subito. E quei 28 valorosi presenti al Sant’Elia lo sanno benissimo.

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