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Milioni di fedeli ogni anno

Manila, la festa del Nazareno Nero A piedi nudi tra miracoli e colori

Manila, la festa del Nazareno Nero A piedi nudi tra miracoli e colori
Persone 09 Gennaio 2015 ore 15:11

Come ogni anno, sono tantissimi – si parla di milioni di persone – i fedeli che giungono a Manila (Filippine) per prendere parte alla tradizionale celebrazione del Nazareno Nero. Si tratta di un evento iniziato il 1 gennaio e che si conclude oggi, venerdì 9, con una grande processione per le vie della città. Il tradizionale percorso della statua del Cristo Nero parte dalla Tribuna Quirino, detta anche Tribuna dell’Indipendenza, e arriva fino alla chiesa di Quiapo, dove è stata celebrata una messa conclusiva dall’Arcivescovo di Manila, il cardinale Luis Antonio Tagle. Alla statua i fedeli filippini attribuiscono poteri miracolosi di guarigione e durante la processione arrivano a rischiare la vita pur di baciare la croce. Quest’evento è forse il momento più importante che la città vive durante l’anno. Per questo tutto si ferma, affinché chiunque possa partecipare liberamente. Joseph Estrada, sindaco della capitale, ha infatti annunciato, per l’occasione, la chiusura delle scuole e la sospensione del lavoro negli uffici governativi della città.

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I devoti che seguono per le vie della città l’immagine del Nazareno sono di solito vestiti in magliette bianche o marroni, col profilo del Cristo Nero stampato. Inoltre camminano a piedi nudi in segno di umiltà e devozione e in forma di sacrificio in onore del loro patrono. La maggior parte dei devoti è assiepata ai cigli delle strade, salutando e gettando dei fazzolettini bianchi verso gli uomini che fanno guardia alla statua: la credenza è che se il fazzolettino tocca l'immagine della statua saranno benedetti.

Monsignor Antonio Tagle, durante un’intervista ad Asianews, ha spiegato che questa celebrazione è per molti l’occasione di riavvicinamento alla fede. «Alla processione – ha detto il cardinale – partecipano tutte le classi sociali e soprattutto malati che spesso rischiano la vita nella calca per toccare la statua e chiedere una grazia. Ogni anno molte persone restano colpite da questo spettacolo e vi sono diversi casi di conversione, soprattutto fra la gente più umile».

La storia. Questa processione è l’evento religioso più importante dell’unica nazione a maggioranza cattolica dell’Asia. La devozione verso la statua, risale addirittura al Seicento, quando le Filippine erano ancora una colonia della corona spagnola. La statua, che rappresenta a grandezza naturale la figura del Cristo piegato sotto il peso della croce, fu portata in questo luogo da un sacerdote agostiniano spagnolo nel 1607, viaggiando a bordo di una nave che era partita dal Messico. Durante il tragitto, il vascello prese fuoco e danneggiò in diversi punti l’imbarcazione. La statua, pur essendo in legno, scampò miracolosamente al rogo, rimanendo solo lievemente danneggiata. Il fuoco dell’incendio aveva solamente annerito il colore della statua. Da qui, infatti, il nome del Nazareno Nero. Ma, nonostante il danno, i fedeli di Manila, decisero di accoglierla lo stesso in città.

 

 

Sul fatto che la statua abbia qualcosa di miracoloso non c’è alcun dubbio. Infatti, oltre al primo rogo è scampata ancheagli incendi divampati in chiesa nel 1791 e 1929, ai terremoti del 1645 e 1863 oltre che al bombardamento di Manila del 1945, che distrusse tutta la parte antica fortificata. Insomma, non può essere solo fortuna. La devozione suscitata dall’icona ha incontrato il favore della Santa Sede, che nel 1650, sotto il pontificato di Innocenzo X, istituì canonicamente la Confradia de Jesus Nazareno. Anche Pio VII, nel XIX secolo, volle onorare il Nazareno Nero concedendo l’indulgenza plenaria «a chi lo prega in maniera pia».

A breve la visita Papa Francesco. Dal 12 al 19 gennaio il Papa si recherà in visita nello Sri Lanka e nelle Filippine. Saranno molti gli incontri e le occasioni in cui il Santo Padre incontrerà i fedeli di queste regioni, sabato 17 sarà nelle Filippine, proprio nelle regioni colpite dal tifone. Qui pranzerà con alcuni superstiti e visiterà il centro per i poveri costruiti con l’aiuto di “Cor Unum”. Padre Lombardi, portavoce del vaticano, ha già anche anticipato alcuni temi che verranno toccati da Papa Francesco nei suoi discorsi. Tutti in inglese i suoi interventi saranno incentrati su “Misericordia e compassione'.