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Maurizio Romanelli nominato nuovo procuratore capo di Bergamo dal Csm

Il giudice, 66 anni, ha lavorato a varie indagini su mafia e terrorismo, ma si è anche occupato di reati tributari e societari

Maurizio Romanelli nominato nuovo procuratore capo di Bergamo dal Csm
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Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato nuovo procuratore capo Maurizio Romanelli, 66 anni, con voto unanime del Plenum e dopo la sua proposta in V Commissione lo scorso 11 aprile.

La nomina

Il giudice inizierà il suo lavoro a Bergamo con molta probabilità dopo l'estate, a settembre, subentrando alla reggente, il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che aveva preso il posto di Antonio Chiappani il 12 settembre del 2023, quando era andato in pensione. Il giudice Rota tra l'altro faceva parte della rosa di cinque nomi, scelti dai dieci proposti inizialmente, come candidati al ruolo, anche se poi tra tutti era stato scelto quello di Romanelli.

Il quale ha una carriera di tutto rispetto, come sottolineato in V Commissione, dove è stato definito «Uno dei più autorevoli e ascoltati magistrati italiani, il cui ruolo è ampiamente riconosciuto anche all’estero e questa riconosciuta autorevolezza ha consentito la realizzazione di importantissimi risultati di contrasto sia a livello interno che internazionale».

Oltre a indagini su mafia e terrorismo nei periodi più significativi in Italia, «si è occupato, con successo, di numerose e rilevanti indagini concernenti corruzione di pubblici ufficiali, concussione, turbative di gare pubbliche, truffe aggravate in danno dello Stato e altri enti pubblici» nel contesto di un «brillante percorso professionale» con «un livello di merito e di preparazione giuridica di assoluto spessore, ma anche spiccate e comprovate attitudini organizzative e direttive».

La carriera

Nato a Trieste, praticamente l’intera carriera di Romanelli si è svolta a Milano. Entrato in magistratura nel 1986, dopo il tirocinio è stato giudice penale fino al 1992, quando passò alla Procura. Per dieci anni ha lavorato nella Direzione distrettuale antimafia (Dda), coordinando diverse maxi inchieste e i conseguenti grossi processi nel periodo del contrasto al fenomeno mafioso nel Nord Italia, tra il 1992 e il 1998.

Nel 2002 è entrato a far parte del dipartimento antiterrorismo, di cui è diventato uno dei massimi esperti nazionali, negli anni del post attacco alle Torri Gemelle. Parallelamente, Romanelli ha seguito anche diverse indagini in materia di corruzione nella Pubblica amministrazione.

L’esperienza immagazzinata in quei primi venti anni di carriera è stata poi messa a frutto dal 2012 in avanti, quando è stato nominato procuratore aggiunto alla Procura di Milano e ha coordinato il IV dipartimento, specializzato in terrorismo ed eversione e criminalità informatica. Con questo ruolo, Romanelli ha coordinato le indagini legate alle affiliazioni dell’Isis in Italia.

La sua vita professionale meneghina s’è interrotta nel luglio 2016 per una parentesi di due anni e mezzo circa (fino al 2019), quando venne nominato procuratore nazionale aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, con sede a Roma. Rientrato a Milano, è stato messo a capo del II dipartimento, ovvero quello specializzato in delitti di pubblici ufficiali contro la Pubblica amministrazione, reati tributari e societari e nominato coordinatore dell’ufficio esecuzione della Procura. Prima della nomina nel capoluogo orobico, rivestiva il ruolo di procuratore capo reggente a Lodi, da marzo 2023.

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