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Dai trasporti ai grandi investimenti

Milano è la nuova vera capitale? In effetti, tutto considerato...

Milano è la nuova vera capitale? In effetti, tutto considerato...
Persone 09 Novembre 2015 ore 20:40

Milano contro Roma. Milano città leader. Il 2015 ha consegnato all’Italia un’altra capitale? È il mantra che ormai ha conquistato tutti, dai media ai politici, Renzi in testa, che domani presenterà il piano ambizioso di utilizzo dell’area Expo, ribattezzato Milano 2040. E anche papa Francesco ha deciso di volerci vedere chiaro, visto che un po’ a sorpresa ha deciso di essere sotto il Duomo il prossimo 7 maggio. Ma cosa c’è di vero in questa che sembra essere diventata una evidenza collettiva?

Infrastrutture, trasporti, internet. Milano una sua sfida l’ha certamente vinta. Quella della concretezza. I sondaggi realizzati tra le persone che in occasione di Expo sono arrivate in città hanno dato da questo punto di vista un risultato molto emblematico. Alla domanda su quale fosse l’aspetto più apprezzato di più di Milano, al primo posto c’era la facilità a muoversi. Molto concretamente, ciò che mette Milano avanti qualche anno luce rispetto alle altre città italiane medio grandi sono proprio le infrastrutture. Quattro linee di metro, la quinta in costruzione a gran velocità, vincendo con molto decisionismo i particolarismi dei “paladini degli alberi”. Un sistema ad anello ferroviario, che collega la città a quasi tutto il territorio (il celebre passante, oggi entrato pienamente a regime).

 

 

Ma non solo: Milano è la città che è riuscita ad arginare il traffico privato con l’introduzione del centro a pagamento, sul modello londinese: i numeri dicono che le auto in città sono calate di 15mila in un anno. È la città leader nel carsharing e soprattutto nell’uso delle biciclette, con l’introduzione nel sistema Bikemi anche delle due ruote con pedalata assistita da motorino, per facilitare i meno allenati. Sono tutti fattori che hanno reso la città più vivibile, più amica, soprattutto più veloce ed efficiente. Milano è la città con city airport più invidiato da tutte le città europee, che tra un po’ sarà anche collegato con il centro dalla nuova linea di metro.

Anche dal punto di vista delle reti internet la città ha saputo infrastrutturarsi bene: tra breve sarà completato l’anello di 2mila chilometri di fibra che corre intorno alla città, grazie a un metodo innovativo e brevettato, studiato da ricercatori di Boston e Zurigo: la fibra passa attraverso i canali fognari, protetta da un tubo speciale, alchimia di metalli e polimeri plastici.

 

 

Due buone amministrazioni. L’accelerazione di Milano è dovuta innanzitutto a questo recupero di una concretezza che dai cupi anni Settanta sembrava essere stata smarrita. Non è una svolta improvvisa, ma va fatta risalire ai due mandati da sindaco di Gabriele Albertini, che per il suo carattere pragmatico e abbastanza defilato dai salotti delle politica, era stato spregiativamente ribattezzato “amministratore di condominio”. In realtà è stato lui a mettere sulla carta una road map che avrebbe potuto restituire a Milano il dinamismo perduto. È da lui che è partita l’operazione dei grandi cantieri che hanno fatto della città la più innovativa d’Europa: la giunta di colore opposto, quella guidata da Giuliano Pisapia, si è posta in continuità con la filosofia “sviluppista” di Albertini.

Gli investimenti dei privati. I privati hanno capito che il treno era quello giusto e quasi tutti hanno investito in grandi progetti, a iniziare da quello di Porta Nuova, al Portello sino a City Life. Ma si sono mossi anche Prada, Feltrinelli e Pirelli. Tutti mobilitando il meglio dell’architettura mondiale, per cui Milano in questi anni ha visto progettare e lavorare archistar come Rem Koohlas, Zaha Hadid, Daniel Liebeskind (che ha addirittura aperto in città un suo studio), David Chipperfield, Arata Isoazaki, Cesar Pelli, Ming Pei, Herzog & De Meuron, e naturalmente Renzo Piano e Stefano Boeri, che con il suo verde verticale ha avuto il riconoscimento di miglior grattacielo costruito al mondo nel 2014.

 

 

Una rinascita morale e concreta. La rinascita “morale” di Milano è quindi una rinascita di ordine molto concreto, che ha fatto del capoluogo di Milano una delle città più attrattive d’Europa anche per le multinazionali: il grattacielo più alto della citta, quello firmato da Isozaki, ha in cima il logo di una grande compagnia assicurativa tedesca. Tutto questo, sempre a proposito di concretezza, ha fatto del capoluogo lombardo la città con il decimo Pil al mondo.

Rinnovato orgoglio. Quello che invece fa parte di una chimica imprevedibile è l’impennata di orgoglio che ha investito i milanesi, di natura sempre scettici e tendenti all’individualismo: l’episodio della pulizia collettiva della città che, dopo gli scontri avvenuti il primo giorno di Expo, coinvolse decine di migliaia di cittadini con in testa il sindaco Pisapia, rappresentano qualcosa di simbolicamente importante, che ha segnato la memoria collettiva. Oggi i milanesi, cosa del tutto inedita, sono i primi paladini della loro città.