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NELL'OLIMPO DEL TENNIS

Un mito chiamato Federer

Un mito chiamato Federer
Persone 12 Gennaio 2015 ore 12:48

Un giorno, quando avrete un figlio o un nipotino che vi chiederà quali sono le cose più belle che abbiate mai visto, ricordatevi di Roger Federer. Ci sono modi diversi per spiegare che cosa sono l'eleganza e il talento, che cos'è il genio, ma nessuno di questi arriverà mai alla giusta perfezione. Più vicino di tutti ci è andato Federer, che l'altro giorno ha tagliato le mille vittorie in carriera. Dello svizzero è stato scritto, detto molto. E ora che anche il traguardo della leggenda è stato raggiunto, quel fiume di inchiostro torna indietro e ci travolge come un'onda. A ricordarci l'incredibile armonia che esiste tra il gesto e il pensiero, la leggerezza e la potenza. «Il genio è qualcuno che fa tante cose molto bene, vero? - si è domandato lo stesso Federer - Nello sport, talvolta, sentiamo dei soprannomi un pò pazzi probabilmente dettati dall'emozione. Io sono soltanto un giocatore di tennis».

 

 

Di Federer ci è piaciuto subito il garbo. Era il '98, Roger aveva solo diciassette anni e con un doppio 6-2 vinse la sua prima partita sul francese Guillaume Raoux. Non era ancora l'illustre signore del tennis che è oggi, ma quella semplicità nel colpire un dritto o un rovescio ci aveva lasciato inermi. Per molti l'intuizione è un labirinto in cui perdersi. Per Roger è sempre stata la forma primordiale di creazione. Da quel giorno di sedici anni fa, Federer non si è più fermato. «Non ho mai pensato a niente quando ho tagliato il traguardo delle 500 o delle 800 vittorie. Ma questo è diverso perché 1000 è davvero un numero molto grande. Contare fino a mille richiede molto tempo». L'avversario, Raonic, nonostante la grinta e il coraggio, alla fine è stato solo un contorno, cartongesso sul palcoscenico della storia. L'Australia, invece, una felice coincidenza. Lì, Roger, ha vinto cinque volte l'Open.

 

 

Vero, Roger: mille è un numero che fa spavento, che intasa l'imbuto dell'emozione. Quando Pelé segnò il gol numero 1000, su rigore, dopo dovettero sospendere la partita. Lo portarono in trionfo. Mille richiede tempo. E tempo ne è passato anche per lui, che adesso, a 33 anni, guarda l'orizzonte e scruta chi lo precede. Tra Federer e l'impossibile ci sono due nomi: Jimmy Connors, che di incontri ne ha vinti 1.253, e Ivan Lendl, fermo a 1.071 successi. «Non ho mai nemmeno pensato di poter ambire ai numeri di Connors o Lendl. Non è nei miei obiettivi. So quanto a lungo hanno giocato e quanti successi hanno ottenuto» ha detto Federer. Strade diverse, vite diverse. Se ci sarà il tempo per altre sorprese lo vedremo. «Chiaramente, a questa età, dubito che possa mai succedere, ma non si sa mai…».

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Tutti i numeri di Roger Federer

IN CARRIERA:

1.000 i match vinti in carriera
227 quelli persi
748 partite vinte in campi all'aperto
252 in campi indoor
621 sul cemento
198 sulla terra battuta
131 sull'erba
40 sul sintetico

I PREFERITI:

111 volte ha battuto un francese
102 volte ha battuto uno spagnolo
84 volto ha battuto uno statunitense
72 volte ha battuto un tedesco
30 volte ha battuto un italiano

NEL MONDO:

210 ha vinto un match negli Stati Uniti
102 in Francia
101 in Gran Bretagna
38 in Italia

LE COMPETIZIONI:

311 ha vinto in tornei Atp Masters 1000
299 quelle in tornei Atp 500 e 250
279 in tornei Slam
63 in Olimpiadi e Coppa Davis
48 in Masters Atp di fine anno