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Aveva 31 anni e due figli

Morto sotto le bombe di Gaza il pupazzo più amato dai bambini

Morto sotto le bombe di Gaza il pupazzo più amato dai bambini
Persone 30 Luglio 2014 ore 07:36

Mohammad al-Areer è morto a Sajaya la scorsa settimana, dopo essere rimasto intrappolato sotto le macerie di un edificio di quattro piani, crollato. È una delle 1336 vittime palestinesi della guerra. Ma era anche qualcosa di più.

Il giovane, padre di due bambini (di quattro e un anno), lavorava per la tv al-Aqsa di Hamas, nel programma I pionieri di domani». Vestito con una tutina gialla, Hamada - così lo chiamavano gli amici - era il galletto Karkour, personaggio amatissimo dai bambini di Gaza e di diversi Paesi del mondo arabo.

A dare la notizia della sua morte è il fratello, lo scrittore palestinese Refaat al-Areer: «La sua morte sarà uno shock per un gran numero di bambini. Per loro il momento più bello del venerdì arrivava quando il tv guardavano Karkour e il suo comportamento birichino». «Uccidendo mio fratello - prosegue Refaat - Israele ha di certo ucciso un talento promettente e ha privato migliaia di bambini di una figura divertente ed educativa». «I suoi ricordi, i suoi racconti, i suoi scherzi - conclude - vivranno per sempre. Le sue storie resteranno a testimonianza della occupazione più brutale e selvaggia che il mondo abbia mai visto».

 

http://youtu.be/kkNE__TiMZo?list=PLNb9tle5OR0oQQKX_o0pBFc_gKA8McsNa

 

La trasmissione per cui lavorava, I pionieri di domani, era già stata, in passato, al centro di accese polemiche perchè, secondo alcuni gruppi ebraici, veniva sfruttata da Hamas per indottrinare i bambini di Gaza utilizzando simpatiche immagini di animali, fra cui una versione locale di Topolino, un orso ed una vespa. Ancora nel maggio scorso era stato denunciato il fatto che, durante uno show con alcuni bambini, in studio era stata enunciata la necessità di «uccidere gli ebrei». Le polemiche comunque, alla fine, si erano concluse. E l’attore aveva continuato il suo impegno per fare divertire i bambini. Un lavoro che, secondo la testimonianza del fratello e degli amici, «era una cosa che lo rendeva veramente molto fiero».