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Dal Coca alla Presolana

I nomi delle Orobie, spiegati

I nomi delle Orobie, spiegati
Persone 23 Gennaio 2019 ore 04:30

Ammirare lo spettacolo mozzafiato offerto dalle Alpi Orobie è piuttosto semplice. Tutto ciò che ci serve è una giornata limpida unita alla buona volontà di farsi quattro passi a piedi (senza stancarsi più di tanto).  Questa splendida sottosezione delle Prealpi Bergamasche è infatti interamente visibile anche solo dalla vetta del monte Pora (camminata che dura meno di un’ora). Il patrimonio delle Orobie è immenso: flora, fauna e risorse minerarie fanno di queste montagne un vero e proprio tesoro naturale, una miniera antica nella quale è possibile reperire tracce preistoriche (come punte di lance) o addirittura fossili risalenti a milioni di anni fa. Le Orobie sono interessanti anche dal punto di vista geologico, così vario da portare le nostre montagne a costituire uno dei pochi esempi a livello mondiale di complessa eterogeneità orogenetica. L’arco delle Orobie sarebbe stato infatti originalmente interessato da un’intensa attività vulcanica, che, unita ad agenti atmosferici di maggiore e minore portata e allo scioglimento di ghiacciai, avrebbe modellato l’arco orobico fornendoci lo spettacolo che è possibile ammirare ancora oggi.

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I nomi delle Orobie. La catena delle Orobie presenta un andamento irregolare, con numerosi pizzi che si allungano possenti verso il cielo. I loro nomi hanno origini curiose, spesso legati alla forma della vetta, ma anche a ragioni storiche. Ecco qui un breve elenco etimologico:

  • Pizzo Coca (con i suoi 3050 metri si guadagna il primato in altitudine!): da “cocca” ossia vetta.
  • Pizzo Redorta: probabilmente risalente al latino Rotundus, il nome indica la curva visibile in corrispondenza delle sue falde.
  • Pizzo dei tre Signori: anticamente fu il punto di spartizione tra lo Stato di Milano, la Repubblica di Venezia e il Cantone dei Grigioni; oggi invece tra la provincia di Bergamo, quella di Sondrio e quella di Lecco.
  • Pizzo dei Tre Confini: contrariamente a quanto si possa pensare, il monte è completamente situato nella provincia di Bergamo. Anticamente segnava però la linea di confine amministrativo tra Vilminore di Scalve, Bondione e Lizzola, raggruppati poi nel 1927  nell’unica entità amministrativa di Valbondione.
  • Presolana: etimologia discussa, il termine “Prosolana” racchiude intorno a sé numerose leggende.  La più interessante deriverebbe dal latino “Presa-Alana”, con riferimento ad un’ipotetica battaglia che vide i romani sconfiggere il popolo degli Alani (pastori bellicosi che si erano espansi e insediati per tutta l’Europa centrale). Lo scontro fu così cruento che la valle in cui caddero i feriti prese il nome di Calve (oggi Scalve) a causa della calvarie d'ossa. Secondo altre fonti sarebbe stato invece Carlo Magno a calpestare gli Alani, con eguale risultato. Una ricerca più recente e attendibile, attribuisce il termine Presolana al dialetto praizzöla (piccolo prato) per via delle numerose distese d’erba presenti sulle pendici del monte.
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