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A cent'anni dalla nascita

Omaggio a Luigi Chiodi storico direttore della Mai

Omaggio a Luigi Chiodi storico direttore della Mai
Persone 12 Settembre 2014 ore 13:03

Si è aperta lo scorso 18 agosto nell’atrio scamozziano della Biblioteca Civica Angelo Mai la mostra dedicata a monsignor Luigi Chiodi, storico direttore della biblioteca bergamasca dal 1957 al 1988. L’esposizione, che resterà allestita fino al prossimo 18 settembre, comprende libri e documenti che testimoniano il suo stile direzionale, attento ai maggiori cambiamenti sociali e alle innovazioni della biblioteconomia sopranazionale.

I primi anni. Nato a Verdello il 9 settembre 1914 – ricorre quindi il centenario di nascita- Luigi Chiodi inizia i suoi studi al Seminario di Bergamo, per poi spostarsi al Seminario Maggiore di Roma; qui viene ordinato sacerdote nel 1938 presso la Basilica di San Giovanni in Laterano e, solo un anno più tardi, consegue la laurea in Teologia presso l’Ateneo Pontificio Lateranense. La grande passione per la letteratura lo spinge a continuare il suo percorso formativo, iscrivendosi alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano. Si laurea in Lettere nel 1943, con una tesi sull’antico dialetto bergamasco. La volontà di dare maggiore visibilità a questa parlata, spesso tacciata di rozzezza e scarsa espressività, benché discendente dal latino esattamente come tutti gli altri dialetti italiani, conduce Chiodi a ricercare antiche opere e testi poetici bergamaschi, concentrandosi soprattutto su un antico frammento del xv secolo, il «Frammento Borsetti» della Biblioteca Angelo Mai, racchiudente la Passione di Cristo. La trascrizione di quest’opera ottiene un discreto successo e diviene anche una rappresentazione teatrale (messa in scena lo scorso 24 aprile a Verdello, in occasione della settimana celebrativa per il centenario della nascita dello stesso Chiodi).

L’insegnamento. Nel frattempo, dal 1939 diventa insegnante di storia ecclesiastica, prima nel Seminario di Clusone e in seguito in quello di Bergamo, dove nel 1952 è eletto anche prefetto. La sua carriera d’insegnante è celebrata come un equilibrato tentativo di creare insegnanti non solo preparati culturalmente, ma anche validi sul piano morale e umano. Il costante interesse per i suoi studenti – fra i quali il futuro vescovo di Bergamo, Roberto amadei - ne fece un professore molto amato e rispettato, apprezzato per la capacità umoristica ed il carattere severo ma positivo.

L’impegno civile. Attivo nella vita politica del suo paese natale, Chiodi alle prime elezioni libere del 1946 entra nelle liste della Democrazia Cristiana di Verdello, ottenendo la carica di assessore dal 1946-49 e dal 1951-1959. Sempre nel suo paese, fu presidente dell’Ente comunale di assistenza e promosse ostinatamente l’istituzione di una Biblioteca civica, aperta purtroppo solo nel 1981, nella piazza che oggi prende il suo nome.

Nel 1970 diviene presidente dall’Opera Buona Stampa, dedicata al sostegno dell’editoria cattolica nella diocesi bergamasca e svolge attività pastorale in alcuni comuni bisognosi, come Comun Nuovo, Pognano e lo stesso Verdello. La sua attenzione ai bisognosi e l’aiuto concreto portato nelle comunità, resero Chiodi uno dei sacerdoti più amati dai cittadini e dagli altri sacerdoti.

Grazie al suo stretto legame d’amicizia con papa Giovanni XXIII, è chiamato diverse volte a Roma, ma la sua riservatezza lo spinge a non divulgare i motivi di queste visite; tuttavia, la stima e la forte devozione provata per il pontefice, lo portano ad essere nominato prelato d’onore di Sua Santità.

 

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La Biblioteca Mai. È nel 1958 che la carriera di monsignor Chiodi subisce una svolta, vincendo il concorso per la direzione della Biblioteca Angelo Mai, incarico in precedenza ricoperto da Giovanni Cremaschi. Proposito di Chiodi era imprimere nuova energia alla Biblioteca, valorizzando i fondi e le raccolte custoditi nei suoi archivi. È con questo intento che si occupa di alcuni nuovi cataloghi, mettendo a disposizione della biblioteca la sua preparazione e capacità organizzativa. Pubblica dunque: l’inventario de La raccolta tassiana della Biblioteca civica A. Mai di Bergamo (1960), l'Indice degli incunabuli della Biblioteca civica di Bergamo (1966), il catalogo de Le cinquecentine della Biblioteca civica A. Mai di Bergamo (1974), l’inventario degli archivi storici del Comune (1977). Tutti questi strumenti sono ancora oggi di grande utilità e hanno facilitato la consultazione di numerose opere prima disperse.

I giornali. Alla fine degli anni ’50 entra nella redazione di «Bergomum», rivista semestrale della Biblioteca civica bergamasca, della quale dal 1969 diviene anche direttore; qui presenta i suoi cataloghi, numerose bibliografie, articoli di storia locale, arte, e archivistica. Collabora con l’Enciclopedia ecclesiastica, edita a Milano tra il 1942 e il 1963, e con diverse riviste cattoliche locali, tra le quali Monumenta bergomenisa, Rivista di storia della Chiesa italiana, Rivista di Bergamo e Bergamo economica. Al momento della morte, lavorava ormai da qualche tempo alla monumentale opera di Bortolo Belotti, la Storia di Bergamo e dei bergamaschi, nel tentativo di dare una nuova edizione aggiornata di questa famosa enciclopedia. Chiodi scrive anche diverse prefazioni e recensioni di libri di storia, storia locale e letteratura, partecipa ad importanti convegni, seminari e tavole rotonde.

Il sacerdote. Pur essendo uno studioso di altissimo livello, quando usciva dalla biblioteca di Città Alta il suo mondo è sempre rimasto quello della gente semplice della pianura. In bicicletta visitava le cascine, faceva da paciere all'interno delle famiglie, aiutava anche economicamente le persone in difficoltà, si preoccupava che i ragazzi avessero un'educazione adeguata. Essere sacerdote è stata la sua vocazione più vera. A Verdello promosse la ristrutturazione del Santuario dell'Annunciata dando vita al gruppo degli "Amici del Santuario", che riuniva decine di giovani e di padri di famiglia, e fondò il corpo musicale che porta lo stesso nome. Un lavoro instancabile accompagnato da una preghiera continua. Non era raro trovarlo inginocchiato in chiesa o in casa sua con il breviario tra le mani. E per ogni regalo non necessario che si concedeva, fece il voto di dare tre volte tanto in carità silenziosa: alla chiesa, ai poveri e alle missioni.

Monsignor Chiodi si spense all’ospedale Maggiore di Bergamo il 9 luglio 1988, dopo aver lottato a lungo contro il cancro. La sua vita, vissuta nell’ideale connubio tra fede e ragione, resta un incredibile esempio di libertà intellettuale e onestà spirituale. È sepolto nella chiesetta del cimitero di Verdello.

La mostra a lui dedicata è visitabile gratuitamente negli orari di apertura della Biblioteca Mai, da lunedì a venerdì dalle 8.45 alle 17.30; sabato dalle 8.45 alle 13.

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