Persone

Red Canzian, ovvero i Pooh Un'intervista gentile (come lui)

Persone 03 Gennaio 2015 ore 13:20

Red Canzian, ovvero i Pooh. Dall’ormai lontano 1972, il compositore, cantante e bassista trevigiano fa parte della famosa band, consacrazione che avviene per l’esattezza dallo stesso istante  del fatidico addio di Riccardo Fogli. Da allora, Canzian ha svolto un ruolo decisivo nel percorso di conquista dei tanti trionfali successi raccolti in oltre quarant’anni di carriera del famoso complesso.

Red, per l’anagrafe Bruno, ha reso sempre più incisiva la sua partecipazione all’interno dei Pooh specie a partire dagli anni Novanta, con il filone ‘Canzian Song’, grazie a  pezzi divenuti cult come Stare senza di te, Tu dove sei, Cercando di te e Io ti aspetterò. Brani firmati  spesso in coppia con l’ex batterista Stefano D’Orazio e dedicati alla compagna Bea, amore di tutta una vita. Uomo di passioni accese, ha scritto anche un inno in omaggio della squadra della sua città natale, Treviso, dal titolo Il Calcio del Sorriso.

Negli ultimi tempi, Red si è concesso ancora una volta incursioni nella musica come solista, ripetendo, con l’album L’istinto e le Stelle, lo stesso successo che lo aveva visto protagonista del primo Lp, Io e Red, prodotto assieme ad altri grandi nomi della musica. Due anni fa ha pubblicato un’autobiografia intitolata Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto, nella quale racconta, in toni intimistici, di se stesso, dei propri sogni e di come è arrivato a sposare la causa del veganesimo per le identiche ragioni etiche che lo hanno convinto a battersi con forza a favore di importanti cause sociali.

Riusciamo a raggiungerlo telefonicamente durante il suo ultimo tour, le cui finalità sono in molte occasioni benefiche.

Canzian, tanti sono ormai i suoi concerti di beneficenza a favore dei più deboli dimostrando così una grande sensibilità per queste tematiche.
Aiutare quando posso gli altri lo avverto come un dovere primario. Ho avuto tanto dalla vita, perciò ritengo che sia importante anche dare: per me si tratta di un imperativo morale.

A quale canzone del repertorio dei Pooh si sente più legato?
A Uomini Soli, pezzo meraviglioso scritto da Roby Facchinetti e Valerio Negrini, ma anche all’album Parsifal, forse perché contiene i miei primissimi contributi dopo il rientro dalla tournée negli Stati Uniti: era il 1973.

Un periodo della sua carriera che ricorda con piacere.
Non ci sono mai stati momenti spiacevoli all’interno del gruppo, quindi li ricordo tutti con gioia. Certo è rimasto memorabile, e lo cito spesso come aneddoto divertente, quando allo stadio San Paolo di Napoli davanti a quarantamila persone abbiamo cominciato a proiettare fasci laser nel cielo. La cosa accadeva assolutamente per la prima volta in Italia. Perciò tanta gente dei dintorni si è spaventata e ha chiamato addirittura i pompieri credendo che quegli strani raggi luminosi fossero segnali ufo provenienti da mondi alieni.

Quando si concede derive da solista è per prendere le distanze dal gruppo?
No, mai avuta una simile intenzione: riprendo semmai la mia anima più intima. Confesso che si avverte  a un certo punto la forte esigenza di raccontare se stessi, esprimendosi nel modo più personale e privato possibile, cosa che ovviamente deve escludere il lavoro di gruppo.

Con la sua Fondazione Q lei si occupa di nuovi talenti, in che modo?
È un progetto che mi appassiona parecchio. Creando quattro anni or sono questa realtà, ho potuto nel concreto prendermi cura di quei troppi - bravissimi - musicisti che dovrebbero essere conosciuti da un vasto pubblico e invece continuano a restare nell’ombra: passano purtroppo ore e ore a studiare, un giorno dopo l’altro, senza alcuna concreta prospettiva di emergere, senza alcuna visibilità. A questo vorrei sinceramente porre rimedio nei limiti delle mie possibilità.

Una donna rimasta indimenticabile e che ha ispirato la sua musica…
Sarebbe volgare e inutile parlare del passato, acqua che non macina più. Oggi come ieri c’è Bea nella mia vita, una donna speciale che rappresenta il mio presente e anche il futuro: la compagna ideale alla quale ho dedicato tante canzoni e che per me rimane motivo costante di appagamento e ispirazione.