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Ispira la voce del presidente

Quello che scrive i discorsi a Obama

Quello che scrive i discorsi a Obama
Persone 23 Gennaio 2015 ore 17:17

Nella notte italiana fra il 20 e il 21 gennaio, tutta l’America, e quindi il mondo, ha potuto ascoltare il Presidente Usa Obama decantare la grandezza del proprio Paese (nell’annuale “State of Union” che potete rileggere QUI), sottolineando come gli sforzi del periodo della crisi abbiano permesso agli Stati Uniti, oggi, di vivere un momento di crescita economica davvero notevole. Un discorso incisivo, quello di Obama, che ha saputo toccare le corde del cuore del popolo americano risvegliandone il proverbiale orgoglio a stelle e strisce. Certo, le movenze, le pause calibrate e le espressioni facciali erano tutta farina del sacco presidenziale, ma guai a pensare che anche le inebrianti parole siano un prodotto made in Barack, o meglio, guai a pensare che siano solamente opera sua. Per chiunque non lo sapesse, è bene ricordare come alle spalle del numero uno della Casa Bianca ci sia un intero ufficio adibito prettamente a questo compito: redigere i discorsi con cui il Presidente si rivolge alla nazione. E a dirigere suddetto ufficio c’è oggi un uomo per cui vale la pena spendere alcune parole: Cody Keenan.

 

After dozens of drafts and weeks of editing, the speech is finally done. -Dan #InsideSOTU

A photo posted by The White House (@whitehouse) on

 

Chi è Cody Keenan. Giovanissimo (34 anni) eppure con le spalle già abbastanza larghe da poter reggere il peso di essere l’ispiratore della voce del Presidente degli Stati Uniti, Keenan, originario di Chicago, studia scienze politiche e approfondisce le sue conoscenze con un master in politiche statali: qualora non fosse ancora chiaro, sì, ha un certo debole per la cosa pubblica. In breve tempo entra a far parte dello staff di Ted Kennedy, trampolino di lancio per la sua inarrestabile ascesa. Ironia della sorte, sarà proprio Keenan a scrivere, nel 2009, per conto di Obama, il discorso presidenziale in occasione della morte di Ted. Poi accade che nel 2007 a un senatore di colore viene in mente di correre per la Casa Bianca: è un tipo brillante, carismatico, che vuole intorno a sé persone giovani e sveglie, guarda caso il secondo e terzo nome all’anagrafe di Cody Keenan. Entra dunque nello staff di Obama, a servizio del leggendario Jon Favreau, l’uomo che inventò il “Yes we can”, per intenderci. Passano i mesi, Obama diventa Presidente, Favreau molla tutto e va a Hollywood a fare lo sceneggiatore, e il risultato più logico dell’equazione è che Cody diventa l’uomo di fiducia per quanto riguarda la redazione dei discorsi. Il giovane, definito da Favreau come «non solo uno scrittore estremamente talentuoso, ma anche uno con un’innata capacità di mettersi in rapporto con la gente con passione e con ispirazione» incarna fin da subito e alla perfezione quello che Roosevelt riteneva dovesse essere la più grande qualità di un dipendente della Casa Bianca, ovvero una grande passione per l’anonimato.  

 

Some of POTUS' work on the first draft. #SpoilerAlert #InsideSOTU -Cody

A photo posted by The White House (@whitehouse) on

 

Keenan non rilascia interviste, non parla in pubblico, non rivendica mai nulla del proprio oscurato lavoro. Forse è proprio per questo che va così d’accordo con Obama, un tipo particolarmente affezionato alla propria presenza in primo piano, sempre e comunque. Tutto ciò che si limita a fare, naturalmente oltre al suo impeccabile lavoro, è descrivere con parole al miele il capo della Casa Bianca, il quale viene presentato da Keenan come particolarmente operoso ed esigente in sede di stesura dei discorsi, alla continua ricerca della perfezione, e che sa mostrare gratitudine quando vede i proprio collaboratori lavorare bene.

E Keenan scrive bene, molto bene, tanto da essere soprannominato dallo stesso Obama "Hemingway", senz’altro per l’abilità nel far volare la penna, ma anche, parrebbe, per la folta barba che Cody sfoggiava fino a poco tempo fa. Anche la passione per il whiskey single malt ha senz’altro contribuito ad accostarlo al grande Ernest. In tanta perfezione professionale, c’è anche un sano lato goliardico in Keenan: dopo aver scritto il discorso di Obama per il gala dell'Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca del 2009, si è fatto fotografare con il presidente nello Studio Ovale vestito da Capitan Uncino.

Come detto, l’ultima fatica di Keenan è stato il discorso con cui Obama, dopo mesi incredibilmente difficili e in cui ha dovuto far fronte non solo all’avanzata repubblicana ma anche alla crescente sfiducia nei suoi confronti all’interno dello stesso partito democratico, ha finalmente potuto tornare a sorridere, non solo mostrando ai cittadini i grandi successi economici dell’ultimo anno, ma anche riaccendendo nei cuori di tutti la fiamma dell’orgoglio americano. Tutto ciò grazie alla penna di Cody Keenan il quale, usando le parole dello stesso Presidente, “non mi affido a lui solo per condividere la mia visione, ma anche per aiutarmi a raccontare cosa sia l’America”.