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L'addio del presidente Vittorio Bosio

Se n'è andato il Mino, colonna storica del Csi bergamasco: «Uno che c'era sempre»

Se n'è andato il Mino, colonna storica del Csi bergamasco: «Uno che c'era sempre»
Persone 11 Agosto 2021 ore 15:33

Giuliano Minoia, di Ponteranica, è morto la notte scorsa dopo una breve malattia. Aveva 88 anni ed era una delle colonne storiche del Csi bergamasco. Un'altra grave perdita per l'ente di promozione sportiva dopo la scomparsa per Covid, nel marzo del 2020, di Angelo Mologni. Dalle ore 16 di oggi la salma di "Mino", come lo chiamavano tutti gli amici del Csi si trova nella chiesetta di San Pantaleone adiacente alla Parrocchiale di Ponteranica Alta. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 12 agosto, alle ore 15.30, nella Parrocchiale. Pubblichiamo il post che il presidente nazionale del Csi, il bergamasco Vittorio Bosio, gli ha dedicato su Facebook. 

«La notizia che l’Amico (con la A maiuscola) Giuliano Minoja si è spento l’altro giorno nella sua Ponteranica, circondato dall’affetto dei suoi cari, della moglie Angela e dei figli Samantha e Massi, non posso dire che sia giunta inattesa. Eppure mi ha colpito nel profondo, come se per “Mino” fossimo tutti convinti - io per primo - che il tempo si era fermato e che mai avremmo dovuto salutare un compagno nel viaggio della vita tanto importante, tanto fedele, tanto sinceramente amico e tanto innamorato del Csi e dei suoi valori.

Con Mino ho vissuto tanti anni fondamentali della mia vita e della storia del Csi. L’ho avuto al mio fianco sempre, e io stesso mi sono fatto forte della sua incrollabile fiducia nel nostro essere Associazione con valori cristianamente fondati. Con gli arbitri, con le manifestazioni di ogni genere organizzati dal Csi Comitato di Bergamo, nelle fasi finali dei campionati, ai Meeting di Assisi, Mino c’era sempre. Ricordo il suo entusiasmo e il suo infaticabile apporto per il Torneo Bergamondo, nato fra mille dubbi e mille incertezze diventato poi un Torneo che ha segnato la storia dello sport a forte valenza sociale e culturale, oltre che sportiva. Ma un ricordo particolare lo serbo per il tempo passato insieme quando gestivo il Tennis Club di Loreto. Lì abbiamo spesso lavorato fianco a fianco e lì abbiamo condiviso speranze, sogni, illusioni.

Grazie caro indimenticabile Mino. Sei nel mio e nel cuore di tutti noi. Finché avremo vita».