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il 27 dicembre i funerali

Si è spenta a soli trent'anni Cristel Epis di Grassobbio, portata via da un male incurabile

Chi la conosceva la descrive come una ragazza buona e socievole, amante del dialetto bergamasco e con una grande passione: il cantante Nek

Si è spenta a soli trent'anni Cristel Epis di Grassobbio, portata via da un male incurabile
Persone Grassobbio e Gorle, 28 Dicembre 2022 ore 10:59

Una giovane vita, stroncata da una terribile malattia che non le ha lasciato scampo. Si è spenta a soli trent'anni Cristel Epis, originaria di Grassobbio ma da qualche anno convivente con il compagno Fabiano a Palazzago. Ieri mattina, martedì 27 dicembre, famigliari e amici si sono riuniti nella chiesa del paese per darle l'ultimo saluto.

Non aveva mai perso il sorriso

Da otto mesi lottava contro un cancro al seno, scoperto lo scorso aprile. Una dura battaglia combattuta all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo, tra chemio, terapie e cure, ottimismo ma anche tanta sofferenza. Nonostante ciò, come racconta chi la circondava, Cristel non aveva mai perso il sorriso che la contraddistingueva. Anzi: era lei a incoraggiare tutti gli altri. Chi la conosceva la descrive come una ragazza buona e socievole, amante del dialetto bergamasco e con una grande passione: il cantante Nek.

Il 15 dicembre, come riporta L'Eco di Bergamo, la malattia della giovane si è purtroppo aggravata, costringendola al ricovero in ospedale. Si è spenta il 23 dicembre, due giorni prima di Natale. Cristel lascia nel dolore la mamma Luisella, il papà Antonio e il compagno Fabiano, ma anche le amiche e gli amici che l'hanno accompagnata ieri nel suo ultimo saluto.

Il ricordo del Bepi

Anche il Bepi ha voluto ricordarla in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. «Quelle orribili notizie a cui fatichiamo a credere. Cristel Epis se n'è andata, a soli trent'anni. Raggiunse la finale nella prima parte della primissima edizione del Bepi Quiss. Spesso era la prima a dire ridendo: "Non la so: sparo a caso". Arrivò comunque a un passo dalla vittoria, guadagnandosi così l'epiteto di... "fortunata"».

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