Lutto

Si è spento Ivan Consoli: con il suo anello che diventa bracciale ha conquistato il mondo

Classe 1972, è stato in grado di portare al successo la piccola boutique di Grumello del Monte, la "Serafino Consoli"

Si è spento Ivan Consoli: con il suo anello che diventa bracciale ha conquistato il mondo
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Si è spento a Grumello del Monte, dopo una lunga malattia, Ivan Consoli. Classe 1972, con le sorelle Raffaella e Nadia era alla guida del brand "Serafino Consoli", celebre in tutto il mondo per i suoi gioielli, come l'anello che diventa bracciale.

Bergamasco, sposato con Lucia e padre di tre figli - Leonardo, Giorgia e Filippo -, fin da giovane ha seguito la traccia solcata nel 1959 dal padre Serafino, da cui prende nome il brand riconosciuto oggi su scala internazionale, con oltre 250 concessionari in tutto il mondo  dall'Europa agli Stati Uniti, dal Middle East fino all'Australia.

L'anello-bracciale

Ha portato al successo la piccola boutique

Consoli era uno dei pochi a vantare il diploma del Gia (Gemological Institute of America, il più noto centro di ricerca e di apprendimento di mineralogia degli Stati Uniti), conseguito nel 1992, e i diplomi di maestro d'arte orafa e in arte applicata all'istituto Benvenuto Cellini di Valenza Po.

Agli inizi degli Anni Duemila, è stato in grado di portare al successo la piccola boutique di Grumello del Monte, coinvolgendo nei suoi progetti alcuni dei più blasonati brand di gioielleria e orologeria, ottenendo nel tempo numerosi premi e riconoscimenti.

Geniale e visionario, è stato capace di dar vita a un percorso rivoluzionario nel mondo dell’alta gioielleria, attraverso progetti innovativi e un approccio di pensiero fuori dagli schemi. Con l’anello che diventa bracciale, ad esempio, ha portato nel contesto del lusso un concept mai visto prima.

Impegnato anche nel sociale

Nel 2007 ha sviluppato il progetto dell’orologio in edizione limitata dedicato al Centenario dell’Atalanta Calcio, nel 2010 ha fondato “Chronosphere” l’avveniristico concept store, sempre a Grumello del Monte, dove aveva poi trasferito non solo le attività retail, ma anche il quartier generale della neonata azienda per lo sviluppo delle attività di manifattura orafa.

Protagonista anche di innumerevoli progetti e iniziative nel campo della solidarietà e del sociale, è stato da sempre partner anche della Fondazione Vialli e Mauro e dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo.

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