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La sua storia raccontata dal New York Times

Usa, la 23enne sedotta dall'Isis È bastato chattare su Twitter

Usa, la 23enne sedotta dall'Isis È bastato chattare su Twitter
Persone 08 Luglio 2015 ore 11:20

Il jihad corre sul web, con decine di migliaia di account Twitter riconducibili a persone legate all'Isis. Che siano veri o fake non è dato saperlo, ma quel che è certo è che la strategia di persuasione che gli aderenti ai dettami di Al Baghdadi mettono in atto è altamente efficace. È di qualche mese fa uno studio americano della Brookings Institution che rivela come sia soprattutto Twitter a essere utilizzato dagli jihadisti per contribuire all’indottrinamento islamico. A quanto pare, i terroristi credono che attraverso i moderni mezzi di comunicazione i consensi intorno a loro possano aumentare in modo esponenziale: infatti, tra i risultati della ricerca, si nota che gli jihadisti dedicano circa il 10 percento del loro tempo a questo tipo di propaganda. Le zone in cui la persuasione ha avuto più consensi sono l’Iraq, la Siria e l’Arabia Saudita.

Alex, da catechista a convertita. Ma non è immune nemmeno l’Occidente, Stati Uniti in primis. È emblematica la storia di Alex, una ragazza 23enne catechista presbiteriana che, cercando notizie sull’Isis è finita nel mirino dei reclutatori dello Stato Islamico, finendo per convertirsi. A raccontare la storia di questa singolare conversione è un video del New York Times, dalla viva voce della protagonista, che vive in mezzo al nulla con i nonni, perché quando aveva 11 mesi la madre, alle prese con la tossicodipendenza, ha perso la sua custodia. È in psicoterapia Alex, e il suo terapista afferma che la sindrome alcolica fetale, che ha lasciato alla giovane tremori alle mani, ha anche contribuito ad una persistente mancanza di maturità e di scarsa capacità di giudizio.

 

 

La curiosità per un mondo nuovo. Dalla casa dei nonni, dove ha sempre vissuto, nella campagna dello stato di Washington, la ragazza comincia a interessarsi all’isis dopo aver visto il video della decapitazione di James Foley, il primo ostaggi americano a cui il boia Jihadi John ha tagliato la gola. Si collega a Twitter e cerca informazioni, perché il video la sconvolge a tal punto da attirarla. Vuole capire qualcosa di più di questo mondo, ascoltando le testimonianze di chi la pensa come il tagliagole. È curiosa. Comincia così la strategia di manipolazione e persuasione che viene messa in atto per reclutare nuovi adepti. A rispondere ai dubbi di Alex arriva una schiera di simpatizzanti, che seguendo uno schema ben preciso, con gentilezza e accoglienza, le spiegano la loro visione della vera essenza dell’islam e dell’essere musulmani.

Il manuale per nuovi fedeli. In particolare a entrare più in confidenza con lei è Faisal, un 51enne che vive in Gran Bretagna. Ogni giorno, per ore, lunghe chiacchierate online. Le dice che è una bella persona, molto più bella di molti musulmani, pur non lesinando critiche aspre al cristianesimo. Per lei, soggetto debole, abituata a una vita piatta e di solitudine, è la svolta. È chiaro che Alex, essendo un soggetto debole, è il bersaglio perfetto descritto nel “Corso dell’arte del reclutamento”, il manuale firmato da Al Qaeda che spiega come individuare persone da far convertire all’Islam. Perché sebbene tra Isis e Al Qaeda non corra buon sangue, le strategie sono le stesse per avere nuovi seguaci. Non solo: riuscire a far convertire una donna occidentale è un elemento con un grande valore propagandistico.

 

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I regali di Faisal. Nel video del New York Times Alex racconta delle sue chiacchierate con Faisal: la invita a uscire dal gregge, a cercare la verità, dicendole che ben due volte è stato assolto dall’accusa di voler pianificare un attentato nel Regno Unito. Era stato arrestato in Bangladesh perché gestiva una fabbrica di bombe. Ma Alex è completamente annebbiata dalle sua parole e dai suoi modi gentili, affascinanti, ammalianti. Faisal inizia a spedirle pacchi con regali, libri, dolciumi, foulard, e link con tutorial su come indossare il velo islamico. Addirittura avrebbe anche il marito giusto per lei: un 45enne calvo.

 

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La conversione e i dubbi della nonna. Sta di fatto che Alex, dopo ore e ore passate su Skype con quelli che crede essere i suoi nuovi amici, si converte con un messaggio su Twitter con l’aiuto di Faisal. È convinta che esista una propaganda negativa nei confronti dei militanti nello Stato Islamico e che quelle siano brave persone. Semplicemente l’hanno accettata e l’hanno resa parte di un gruppo. Che per chi è vittima della solitudine è una cosa grande. Qualcosa inizia ad andare storto quando Alex annuncia a Faisal di avere intenzione, da buona musulmana, di frequentare la moschea vicino a casa. Lui glielo impedisce: avrebbe corso il rischio che la etichettassero come una terrorista. Sebbene Alex soffra e si senta un po’ abbandonata, si convince che Faisal e i suoi amici la stiano proteggendo da un mondo cattivo. Quando anche la nonna si rende conto della deriva che ha preso la nipote cerca di intervenire: parla a Faisal tramite Internet e contatta l’FBI. Tutte le chat di Alex vengono sequestrate per essere studiate e per capire quali strategie mettono in campo i reclutatori. Tutti i profili Skype vengono bloccati, tranne uno. Quello che Alex utilizzerà dopo la realizzazione del video per ricontattare Faisal, che la sta aspettando.

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