scontro politico

A Lallio c’è un (presunto) conflitto d’interessi: attacco a Midali, capo degli Alpini ma anche consigliere comunale

Il consigliere Lodovici chiede che il collega scelga tra una delle due cariche: «Non è il primo caso, anche Lavè aveva dovuto lasciare». Ma l’avversario non retrocede: «Gli alpini non hanno paura. Vedremo in Consiglio»

A Lallio c’è un (presunto) conflitto d’interessi: attacco a Midali, capo degli Alpini ma anche consigliere comunale
Treviolo e Lallio, 23 Gennaio 2020 ore 07:00

di Marta Belotti

«Credo proprio che sarà costretto a decidere, non può tenere il piede in due scarpe». Il consigliere dell’opposizione di «Un paese in comune Lai – Lallio» Giacomo Lodovici punta il dito su Fabio Midali, anche lui alla minoranza, ma appartenente a «Un’idea per Lallio». Lo scorso 14 giugno, Fabio Midali è stato convalidato alla carica di consigliere comunale e pochi giorni dopo, il 26 dello stesso mese, ha assunto la carica di capogruppo degli Alpini di Lallio – sezione di Bergamo.

«In data 2 gennaio, ho depositato interrogazione e mozione causa incompatibilità e conseguente decadenza» riferisce Lodovici, che poi spiega le ragioni del suo intervento: «Fabio Midali non può essere contemporaneamente capo del Gruppo alpini e consigliere: le due cariche risultano incompatibili per rischio di conflitto d’interessi. Io mi preoccupo semplicemente che le leggi vengano rispettate e l’articolo 63 del Testo Unico degli enti Locali recita chiaro in questo caso». Il consigliere Lodovici ha già consultato un legale per verificare la fondatezza dei propri dubbi e della legittimità della propria interrogazione. La risposta indica la possibilità di incompatibilità della carica di consigliere comunale e quella di capo del Gruppo Alpini, in quanto secondo la giurisprudenza tale ruolo può essere in qualche modo equiparabile a quello di legale rappresentante del medesimo.

Giacomo Lodovici, consigliere di minoranza a Lallio

«Mi chiedo come nessuno possa averlo notato prima». Il consigliere Lodovici pone le proprie perplessità per poi ricordare: «Tuttavia, non si tratta del primo caso, La stessa identica fattispecie è intercorsa non troppi anni fa, nel 2014, quando il consigliere e allora capogruppo degli Alpini Stefano Lavè ha lasciato dopo che è stato sollevato il problema dell’incompatibilità e del conflitto di interessi».

Tuttavia, Fabio Midali interpreta diversamente la situazione e crede che le circostanze non siano perfettamente sovrapponibili, ricordando il diverso peso politico tra il suo ruolo di consigliere della minoranza e quello di maggioranza di Lavè. «Quando ho accettato di diventare capogruppo degli Alpini ricordavo la vicenda di Stefano Lavè, ma non ho considerato di ritrovarmi nella medesima condizione e tuttora non credo ci siano problemi di alcun tipo. Sono un consigliere d’opposizione e nel mio gruppo siamo solo un paio, non possiamo fare chissà quali pressioni. Non credo di avere alcuna forza reale per spingere l’amministrazione a eventuali scelte che favoriscano gli Alpini e anche se così fosse non avrei alcuna intenzione di esercitarla. In qualsiasi caso, escludo completamente il conflitto di interessi. Vero è che dal Comune riceviamo ogni anno 3.500 euro, ma si tratta di una vecchia convenzione, stipulata nel 2012».

Midali ha ereditato la carica dall’ex capogruppo, Danilo Negri, marito della sindaco Sara Peruzzini, eletta nel maggio 2019. Negri la scorsa estate decise di lasciare il ruolo per non creare problemi e possibili controversie. Aveva dichiarato: «Visto il clima politico che c’è a Lallio, ho pensato di fare un passo indietro per il bene del gruppo Alpini, dell’Amministrazione Comunale e della mia famiglia».

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