Contro il quorum

A Moio de' Calvi tira aria di rivoluzione: «Potete non votare per le elezioni comunali»

Il gruppo di minoranza "Moio per Te" invita a riflettere sulle «gravi responsabilità» dell'unico candidato in corsa, tra esposti e ricorsi

A Moio de' Calvi tira aria di rivoluzione: «Potete non votare per le elezioni comunali»
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«A Moio non c'è una sola scelta: potete liberamente non votare per le elezioni comunali». A Moio de' Calvi tira aria di rivoluzione. Tra i vari inviti a recarsi alle urne che si leggono da qualche settimana a questa parte, in questo piccolo paese di a malapena 200 anime dell'alta Valle Brembana i consiglieri di minoranza del gruppo "Moio per Te" si oppongono, insoddisfatti da cinque anni di amministrazione «che hanno spento, oltraggiato e villipeso la storia e il prestigio» di Moio, appesantiti tra le altre cose anche da «gravi responsabilità», tra cui spiccano ricorsi ed esposti.

Il sindaco uscente, Alessandro Balestra, è anche l'unico candidato sindaco per la nuova tornata elettorale: a sfidarlo è soltanto il quorum. «Al seggio elettorale gli elettori non si troveranno di fronte a una sola possibile scelta - scrivono i consiglieri -. Potranno infatti decidere liberamente di non votare per le elezioni comunali. È una scelta democratica e responsabile, cui si può adempiere accettando la sola scheda per le elezioni Europee».

In caso di non raggiungimento del quorum, fissato al 40 per cento dei votanti, non verrà rinnovata la fiducia all'amministrazione Balestra. Per la quale negli ultimi cinque anni i consiglieri di "Moio per Te", seduti tra i banchi della minoranza, «hanno più volte rilevato le gravi responsabilità: sono tuttora aperti un ricorso alla presidenza della Repubblica per le irregolarità della strada Vasp verso il monte Torcola e un esposto alla Corte dei Conti per procedure non corrette in sede di bilancio».

Dall'autosalone inesistente al sindaco assente

Insomma: una bella gatta da pelare. Che pare non fermarsi alle sole irregolarità. Da parte dell'amministrazione Balestra, stando alle parole della minoranza, sarebbero mancati anche momenti di «confronto sugli obiettivi da perseguire, sull'opportunità degli interventi, sulla qualità e la tempestività degli stessi», hanno scritto i consiglieri in occasione dell'ultimo Consiglio comunale datato 30 aprile, «di fronte all'ennesimo bilancio che destina centinaia di migliaia di euro a strade agrosilvo pastorali».

«La proposta di approvazione del bilancio 2023 è occasione per un consuntivo ben più ampio, relativo a cinque anni di amministrazione che hanno spento, oltraggiato e vilipeso la storia e il prestigio di un Comune per l'autonomia del quale i nostri avi hanno combattuto e vinto. Siamo stati amministrati da chi ha preferito la caccia alle viscarde alle celebrazioni ai Caduti ( sarà per sempre una grave macchia la mancata presenza del primo cittadino a tutte le celebrazioni del 4 novembre). Del resto la preoccupazione era quella di fare di Moio "il Comune più venatorio d'Italia", di concentrare ogni e qualsiasi risorsa sulla strada Vasp verso Torcola, con relative e pesanti sanzioni. Tutto ovviamente con soldi pubblici».

Un "ecomostro" da rifare, meno di un anno dopo

Tra le altre opere citate dai consiglieri di minoranza c'è anche la struttura di piazza IV novembre, ribattezzata "ecomostro" e che ha preso il posto di un fazzoletto d'erba, «la cui inutilità è stata certificata la scorsa estate: nata per preservare l'animazione dalla pioggia, della pioggia è stata vittima».

"Moio per Te", nella sua lettera, snocciola altri retroscena: «l'Autosalone (inesistente, ndr) inserito nel regolamento Imu, il Dups con Moio senza strade e lampioni: ci si ricordi per sempre che i consiglieri di maggioranza queste assurdità le hanno addirittura votate». Sull'esproprio dell'area Belvedere, dove sorgeva un albergo abbandonato ora abbattuto a favore di un parcheggio, «abbiamo chiesto fosse precisato il tipo di pavimentazione per valutare la congruità dei costi preventivati. Nulla fu risposto, ma in compenso pare ora necessaria la totale rimozione della pavimentazione dell'ecomostro, realizzato meno di un anno fa».

Altri soldi pubblici, fa sottintendere il gruppo. «Decenza vorrebbe che quelle spese, invece di gravare ancora una volta sui cittadini, venissero coperte con le decine di migliaia di euro erogati a sindaco e assessori per indennità di carica. Moio è altro, e soprattutto è dei moiesi». Non un invito categorico a non votare, dunque, quanto a valutare e scegliere liberamente se dare, o meno, la propria fiducia. In un Comune dove un solo voto può fare la differenza.

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