L'intervista

Albino, il primo cittadino uscente Fabio Terzi: «Fare il sindaco ha dato senso alla mia vita»

Dieci anni da primo cittadino, un piccolo record. «So di aver agito nell’interesse della comunità. Ora rimarrò a disposizione»

Albino, il primo cittadino uscente Fabio Terzi: «Fare il sindaco ha dato senso alla mia vita»
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di Elena Conti

Con ben dieci anni di mandato, Fabio Terzi è il sindaco di Albino a elezione diretta di più lungo corso. Il suo primato è dettato dal fatto che il compianto ex sindaco Mario Cugini aveva amministrato il paese dal 1995 al 2004, per poi passare il testimone a Piergiacomo Rizzi. Ed è proprio con Rizzi che il sindaco albinese uscente si è fatto le ossa, in qualità di capogruppo della maggioranza leghista.

Cosa l’aveva spinta a entrare in una lista civica?

«A fine mandato c’era stato un litigio nella maggioranza; ho seguito l’ex sindaco Rizzi nella fondazione di una lista civica, con la quale ci siamo presentati per il secondo mandato, ma ha vinto il centrosinistra. A quel punto credevo che la mia esperienza politica si fosse un po’ arenata, invece abbiamo recuperato il dialogo con Lega Nord e Forza Italia, costruendo insieme il percorso per ripresentarci nel 2014. Considerando la mia esperienza in Consiglio e il fatto di essere moderato, sono stato scelto come candidato e abbiamo vinto per due mandati consecutivi, aumentando decisamente le preferenze nel 2019. In questi dieci anni il lavoro con la coalizione è sempre stato proficuo. Anche alle prossime amministrative ci presenteremo compatti: evitiamo un altro 2009!».

E com’è stato il rapporto con le minoranze?

«Abbiamo avuto momenti di tensione. Le amministrazioni di centrodestra tendono ad essere decisioniste, una volta ottenuta la fiducia dei cittadini si parte con la realizzazione dei programmi. Resta aperto il confronto nelle commissioni, ma è difficile modificare progetti “blindati” costruiti insieme a partner importanti, come quello per Moroni 500. Poi ho notato che in questi anni la minoranza ha sottoposto ben pochi emendamenti, ad esempio, al Bilancio di Previsione. Ma, fuori dall’agone politico, i rapporti sono sempre rimasti cordiali e amichevoli».

Il momento più difficile?

«Senz’altro la pandemia. All’inizio abbiamo affrontato tutto con la centrale operativa tenendo a casa più persone possibile per la loro sicurezza, successivamente abbiamo coinvolto i volontari per la distribuzione di mascherine e la spesa a domicilio (...)

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