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Il nuovo regolamento edilizio

Bergamo adesso diventa una città a misura di uccellini e uccellacci

La nostra città, sensibile alle sorti dell’ornitologia, ha modificato il regolamento edilizio per venire incontro alle esigenze dei pennuti

Bergamo adesso diventa una città a misura di uccellini e uccellacci
Politica Bergamo, 17 Aprile 2021 ore 09:45

di Wainer Preda

Se fossi un uccello, sebbene di grandi fattezze, verrei a svernare a Bergamo. Sì perché la nostra città, sensibile alle sorti dell’ornitologia, ha modificato il regolamento edilizio per venire incontro alle esigenze dei pennuti.

Nelle 102 pagine della delibera approvata dal Consiglio comunale, ci sono parecchie novità. A partire dall’articolo 98. Spiega che d’ora in poi, per qualunque ristrutturazione edilizia toccherà tener conto anche della presenza di nidi. Di rondone comune, rondone pallido, rondone maggiore, rondine, balestruccio, rondine montana o chirotteri. Ora, tolti rondini e pipistrelli, sfido chiunque a riconoscerli. Ma tant’è, per questo ci sono i professionisti, assicura il Comune. Un po’ più complicato, invece, per facciate e vetrate dove sarà «obbligatorio uno specifico studio preliminare che tenga conto di accorgimenti per evitare o ridurre l’impatto con l’avifauna».

Novità anche per l’inquinamento luminoso che tanto disturba i pennuti. I nuovi impianti esterni dovranno essere temporizzati e accendersi solo alla bisogna. Chissà se vale anche per lo stadio, che illumina a giorno, per ore, un intero quartiere. Secondo un dettagliatissimo studio del Museo Caffi e del Gruppo ornitologico bergamasco sono 83 le specie che nidificano o svernano sul territorio comunale. Sarà che un “nido” in centro costa come l’oro, ma per riprodursi preferiscono le zone boschive e agricole periferiche. Vengono in città solo per svernare, sfruttando parchi, giardini e viali alberati.

Il dominio delle aree urbane resta saldo per merli e piccioni terraioli, praticamente onnipresenti. Secondo il portale Inaturalist.org fra le specie più osservate in Bergamasca ci sono il gheppio, la poiana comune, il codirosso spazzacamino e il pettirosso. Solo che di queste, in città, non c’è traccia. Sono tutte sui colli, perché saranno anche uccelli, ma mica son tonti.