Colpo di teatro

Così Matteo Salvini ha messo nel sacco il fronte nordista. Purghe in vista all’interno della Lega

Al termine del comizio a Pontida ha annunciato un congresso straordinario. Ma voteranno gli stessi che lo hanno già eletto

Così Matteo Salvini ha messo nel sacco il fronte nordista. Purghe in vista all’interno della Lega

Li ha buggerati tutti. Con un colpo di teatro, il leader della Lega Matteo Salvini ha messo nell’angolo tutti i suoi oppositori interni, quelli del fronte nordista, per intenderci. Dal palcoscenico del sacro pratone di Pontida, il Capitano ha dato il via libera a un congresso straordinario che si terrà nel giro di un mese o poco più, in luogo da stabilirsi. Assise in cui agli elettori designati toccherà scegliere fra Salvini ed eventuali sfidanti.

Piccolo problema: i delegati che voteranno al congresso sono quelli che hanno votato per lui la volta precedente, tutti o quasi nella sua orbita. Scacco matto ai critici. Con tanto di sigillo democratico.

La mossa a sorpresa ha lasciato interdetti i suoi oppositori, che ora stanno valutando le contromosse. L’annuncio del congresso, inaspettato, è stato lanciato al termine del comizio, quando sembrava che la tregua avesse avuto l’effetto desiderato, critico ma non troppo.

Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia a Pontida 2026

«Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano» ha detto Salvini dal palco. Aggiungendo sibillino che si discuterà su tutto, dalla leadership allo statuto, per «poi marciare uniti e compatti. La prima voce fuori posto che danneggia migliaia di militanti dovrà spiegare perché fa un favore alla sinistra». Come dire, dopo l’assise agli eventuali contestatori verrà indicata la porta.

Alle elezioni parteciperanno circa settecento delegati eletti in precedenza e duecento di diritto (il segretario stesso, i componenti del Consiglio federale e poi deputati, senatori, consiglieri regionali, segretari regionali, provinciali e sindaci di Comuni sopra i centomila abitanti). Sono gli stessi che votarono a Firenze la volta scorsa. Era l’aprile del 2025. Salvini, candidato unico, fu riconfermato segretario federale per la terza volta (la prima con l’attuale statuto). L’elezione avvenne per acclamazione, senza nemmeno ricorrere a un’effettiva votazione.

Il nuovo congresso dovrebbe tenersi a ottobre. E il leader auspica nella “sua” Milano. Non è un dettaglio (…)

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