dopo la tempesta

Dalmine avrà due luoghi (distinti) dedicati ai martiri di Foibe e Shoah

La mozione di Sara Mazzola (Lega) accolta dal Consiglio, che ha deciso di dedicare due luoghi distinti e non uno solo alle vittime. Alessio: «Due cose differenti». Pellegrini: «Avremmo preferito unificare il ricordo». La mozione di Cividini sul Giorno del Ricordo

Dalmine avrà due luoghi (distinti) dedicati ai martiri di Foibe e Shoah
Dalmine, 03 Marzo 2020 ore 10:10

di Marco Boffa

A Dalmine vince il compromesso, la città avrà due luoghi intitolati uno alle vittime della Shoah, l’altro ai martiri delle Foibe. La proposta viene da Sara Mazzola dal gruppo consigliare “Lega Salvini per la Lombardia” la quale ha presentato una mozione affinché anche Dalmine intitolasse dei luoghi pubblici alle vittime di due delle grandi tragedie del Novecento che hanno toccato il popolo italiano.

«Nel 2000 è stata istituita la “Giornata della Memoria” al fine di ricordare l’Olocausto, le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, prigionie a le morte. Nel 2004 è stato invece istituito il “Giorno del ricordo” al fine di ricordare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Riteniamo che intitolare una strada, una piazza o un giardino a queste vittime sia in linea con la tradizione di civiltà della città di Dalmine» spiega Mazzola nel presentare la mozione.

Sara Mazzola

In un clima di forte tensione polemica sull’argomento, la mozione – sin dal titolo – poteva rappresentare nuova benzina sul fuoco. Il testo iniziale prevedeva infatti l’intitolazione di un’unica piazza, parco o via, «Ai martiri dell’Olocausto» e ai «Martiri delle foibe», proposta che avrebbe suscitato nuove polemiche. È stato invece ottimo il lavoro del Consiglio comunale che unito nello spirito di ricordare con il giusto rispetto le vittime di entrambe le tragedie è riuscito a disinnescare le polemiche e trovare un accordo che accontentasse tutti.

L’articolo completo a pagina 39 del numero di PrimaBergamo in edicola fino al 5 marzo, oppure sull’edizione digitale QUI.

 

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