Politica
Verso le elezioni

Intervista a Giacomo Angeloni (Pd). Parola d'ordine: innovazione

Il centrosinistra si affida all'assessore comunale per la corsa al Senato nel difficile collegio di Bergamo e Valli

Intervista a Giacomo Angeloni (Pd). Parola d'ordine: innovazione
Politica Bergamo, 10 Settembre 2022 ore 09:05

di Wainer Preda

Giacomo Angeloni ha quarant'anni e vive a Bergamo. Prima di diventare assessore comunale, ha lavorato per la Fondazione Diakonia Onlus e la Caritas. Si è occupato di grave marginalità, volontariato, servizio civile, emergenze nazionali e internazionali. È lui il candidato del centrosinistra al Senato, nel collegio uninominale di Bergamo.

Angeloni, a Bergamo la conoscono soprattutto come assessore...

«Dal 2014 sono assessore comunale, con deleghe all’innovazione, servizi demografici e cimiteriali, attività che mi occupa a tempo pieno».

Che cosa ha fatto per la nostra terra?

«L’impegno in Comune mi sta dando soddisfazioni. Bergamo, grazie al nostro lavoro, è cambiata e si è innovata. A cominciare dai servizi pubblici, molto più efficienti. Poi siamo diventati una smart city, al quarto posto nella classifica nazionale, e di questo vado orgoglioso».

Perché ha deciso di candidarsi in Parlamento col centrosinistra?

«Credo nelle idee che il Partito Democratico e la coalizione hanno messo nel programma».

Perché hanno scelto lei?

«È un bene che l’amministrazione cittadina e dunque gli enti locali siano rappresentati nelle liste per il Parlamento. Ringrazio il sindaco Gori che ha sostenuto la mia scelta».

Il Paese rischia parecchio sull’energia. Come conta di aiutarlo?

«Il prezzo del gas, per colpa di Putin, è salito e ha trascinato anche fonti energetiche che non c’entrano con la Russia. Prima cosa da fare: disaccoppiare. Bisogna raddoppiare subito il credito d’imposta e introdurre una bolletta luce sociale legata all’Isee».

Una volta a Roma, cosa farà per Bergamo?

«Promuoverò una legge di semplificazione per gli enti locali: il documento unico con patente, tessera sanitaria, carta d’identità; incentivi ai Comuni che spostano le sedi di seggio fuori dalle scuole, in altri edifici; innovazione, reinvestendo i risparmi».

Fare l’assessore le sta stretto?

«No, è stimolante e (...)

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