Caos viabilità (e non solo)

Lavori ferroviari in ritardo, il Pd passa all’attacco: «Regione Lombardia si dia una mossa»

I dem fanno quadrato intorno alla sindaca: «Basta scaricabarile sul Comune». Il consigliere regionale Davide Casati presenta interrogazione al Pirellone: «Chiediamo tempi certi»

Lavori ferroviari in ritardo, il Pd passa all’attacco: «Regione Lombardia si dia una mossa»

«Regione, ministro Salvini, Rfi: svegliatevi!». Non una giri di parole il consigliere regionale del Pd Davide Casati. Insieme al collega Jacopo Scandella, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta all’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi sui ritardi dei lavori ferroviari in Bergamasca, che stanno pesando come macigni sul traffico in città e nell’hinterland.

«La Regione si dia una mossa. – dice Casati -. Prema sul ministero e Rfi perché così non si può andare avanti. Non accettiamo più lo scaricabarile sull’Amministrazione comunale». Parole pronunciate all’incrocio fra via San Bernardino e via Magrini, ovvero davanti agli infiniti lavori del raddoppio ferroviario che hanno le scadenze originarie superate ormai da un anno.

Il Pd fa quadrato attorno alla sindaca Elena Carnevali. Anche se dell’Amministrazione, fra i partecipanti alla conferenza stampa, dell’esecutivo non c’è nessuno. Ci sono però il segretario provinciale dei dem Gabriele Giudici, il responsabile Enti locali Daniele Pinotti, i sindaci piddini di Curno, Mozzo e Stezzano. E poi la presidentessa del consiglio comunale di Bergamo Romina Russo, la capogruppo dem Francesca Riccardi e il consigliere comunale Marco Previtali.

Riccardi punta il dito verso Milano e Roma: «Non vogliamo più fare da parafulmini alla Regione e al Ministero per le loro inefficienze. I responsabili dei ritardi non siedono a Palazzo Frizzoni ma a Palazzo Lombardia e negli uffici delle Infrastrutture», attacca. «Quello a cui stiamo assistendo è vergognoso, deplorevole. E’ inaccettabile che una Regione come la Lombardia abbia il trasporto pubblico delle regioni più arretrate» rincara Previtali.

Ritardi superiori a un anno

Nel documento presentato da Casati il 17 settembre in Regione, il Pd chiede conto delle cause precise e dettagliate che hanno portato ai ritardi. E soprattutto cosa Rfi abbia intenzione di fare per rispettare le scadenze più volte slittate.

Nel mirino, i lavori del raddoppio ferroviario Bergamo-Curno e quelli per il collegamento ferroviario con l’aeroporto che gravano in maniera determinante sul traffico cittadino e non solo.

Il ponte di San Bernardino. Ancora chiuso uno dei fornici

I dem chiedono innanzitutto se sarà rispettata l’apertura del secondo fornice del ponte di San Bernardino, prevista per il prossimo ottobre. «Le pesanti ripercussioni sui collegamenti con Lecco, dal febbraio 2024 stanno costringendo migliaia di passeggeri, studenti e pendolari a subire pesanti disagi quotidiani, a causa anche di servizi sostitutivi su gomma non adeguati e di carenze nella tempestività delle informazioni all’utenza, determinando inoltre un incremento del ricorso al mezzo privato lungo le direttrici interessate, con ulteriori ripercussioni sul traffico e sulla congestione della viabilità», dicono.

Non solo. I ritardi, definiti «gravissimi», secondo il Pd peserebbero anche sul funzionamento della e-Brt. «Il nuovo collegamento – spiegano – è entrato regolarmente in esercizio secondo le tempistiche previste dal Pnrr. La pianificazione era stata costruita sul presupposto della contestuale conclusione degli altri grandi cantieri ferroviari».

Secondo i piddini, i lavori infiniti di Rfi hanno portato a un aumento della congestione stradale, delle emissioni inquinanti e a un peggioramento della qualità della vita in città. «Arpa Lombardia – continuano – ha recentemente ribadito che il traffico costituisce una delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico, con un peso rilevante non soltanto delle emissioni allo scarico ma anche dell’usura di freni e pneumatici e del risollevamento delle polveri».

La cernita dei cantieri

Casati e Scandella hanno fatto la cernita dei cantieri. Trovando che «le tempistiche, ad oggi, sono nella quasi totalità non rispettate e le date successivamente comunicate e più volte aggiornate non appaiono più attendibili».

Nella fattispecie, per il collegamento ferroviario fra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio, la viabilità in via Rovelli doveva essere realizzata fra novembre 2025 a febbraio 2026; viabilità sostitutiva via Pizzo Recastello, fra sottopassi e ricuciture entro il marzo 2026: la viabilità sostitutiva in via Lunga entro lo stesso mese, così come la viabilità per Orio. E ancora, la deviazione lungo SS 671 doveva essere realizzata fra dicembre 2025 a maggio 2026, previa autorizzazione della Provincia; la deviazione verso il Centro Galassia entro maggio 2026; la viabilità di accesso all’aeroporto da novembre 2025 a maggio 2026; la chiusura e costruzione della rampa definitiva NV01D entro giugno 2026; infine il completamento della viabilità entro luglio 2026.

Mentre per il raddoppio ferroviario Ponte San Pietro-Montello, i lavori sul ponte di San Bernardino erano previsti da settembre ad agosto 2025, sul ponte di via Caniana da novembre 2025 a maggio 2026, sul passaggio a livello di via Moroni l’inizio dei lavori era per gennaio 2026.

Anche i paesi dell’hinterland sotto pressione

E invece campa cavallo. A poco nulla sono servite finora la varie task force messe in campo da Rfi. Il segretario provinciale Gabriele Giudici chiede «tempistiche certe. Noi non ci rassegniamo ai ritardi e ai disagi patiti dagli studenti e dai lavoratori dell’hinterland. Rfi ci chiede pazienza, eppure non presenta un cronoprogramma attendibile». I sindaci dell’hinterland Simone Tangorra, Gianglugi Ubiali e Andrea Saccogna parlano delle ricadute drammatiche dei ritardi ai lavori su Stezzano, Mozzo e Curno, che oltretutto «generano sfiducia nelle istituzioni».

Giudici sottolinea «che non è accettabile che continui a mancare un quadro certo e attendibile dei tempi. E domanda se «sarà rispettato il termine previsto di ottobre 2026 per la riapertura del secondo fornice di via San Bernardino». Mentre alla Regione il Pd chiede «quali iniziative intenda assumere nei confronti del Governo, del Ministero delle Infrastrutture e di Rfi perché vengano garantite le coperture finanziarie della seconda fase della Bergamo-Montello, indicando l’ammontare delle risorse ancora mancanti (circa 250 milioni), le fonti di finanziamento previste e una tempistica certa per il loro reperimento». Lo stesso ha fatto il senatore dem Antonio Misiani con un’interrogazione in parlamento.