le proteste a san giovanni bianco

Multati perchè in corteo per l'ospedale, i sindaci pronti a riconsegnare le fasce tricolori

I primi cittadini della Val Brembana il 7 agosto erano scesi in strada al fianco dei cittadini per denunciare l'impoverimento dei servizi dell'ospedale di San Giovanni Bianco. Ora rischiano multe fino a 4mila euro. La richiesta al prefetto: «Annulli i verbali e non si multino i cittadini»

Multati perchè in corteo per l'ospedale, i sindaci pronti a riconsegnare le fasce tricolori
Politica Val Brembana e Imagna, 24 Agosto 2021 ore 09:47

Chiedono che il prefetto intervenga e sospenda le sanzioni e che, adesso, non vengano multati anche i cittadini in corteo per difendere il diritto alla salute. Altrimenti sono anche pronti a salire al Quirinale e restituire le fasce tricolori al Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Più di trenta sindaci della Val Brembana erano scesi in strada il 7 agosto scorso al fianco dei propri cittadini per denunciare l’impoverimento dei servizi dell’ospedale di San Giovanni Bianco (e chiederne il ripristino). Ora però rischiano una multa che va da un minimo di mille a un massimo di 4 mila euro perché, nell’occasione, avevano temporaneamente bloccato la circolazione stradale. Alcuni sindaci hanno già ricevuto il verbale, ad esempio il presidente della Comunità montana della Valle Brembana Jonathan Lobati, primo cittadino di Lenna, altri sono stati contattati telefonicamente dalla Digos per fissare l’appuntamento per la consegna della multa.

«124 mila euro!!! Si, avete letto bene, 124 mila euro è l'importo che rischiano di pagare i sindaci della Valle Brembana per aver causato il blocco stradale della strada statale 470 con il loro corpo, per ben 1 ora e 15 minuti, mentre manifestavano a fianco dei loro cittadini per chiedere un ospedale migliore – commenta Jonathan Lobati -, in pratica più di 1.000 euro al minuto».

I sindaci hanno espresso il proprio disappunto (e le proprie richieste) nel corso di una conferenza stampa convocata ieri sera. «L'ho detto in modo chiaro - continua Lobati -, fare il sindaco è un lavoro, il lavoro di rappresentare i propri cittadini e di difendere i loro diritti. Il mio posto era su quella strada a quell'ora, tra la gente e con la fascia tricolore a tracolla fianco a fianco con tutti i miei colleghi. E vedendo i messaggi e le chiamate che ho ricevuto oggi ho come la sensazione che in tanti la pensiamo così».

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Già ieri Lobati, dopo aver ricevuto il verbale, aveva denunciato una situazione a suo giudizio assurda, con uno Stato che si è dimostrato «forte con i deboli, debole con i forti». Il paragone era andato immediatamente alle scene viste in occasione dei festeggiamenti per la vittoria degli Europei e del rave party che ha tenuto in scacco per giorni Viterbo senza che le forze dell’ordine fossero in grado d’intervenire.

Le reazioni da parte dei parlamentari bergamaschi non hanno tardato. Un intervento del prefetto è stato chiesto dal leghista Daniele Belotti e dai deputati Stefano Benigni e Alessandro Sorte, che hanno definito la notifica delle sanzioni «un atto inspiegabile che si scontra contro numerosi ed eclatanti esempi di tolleranza».

«I sindaci sono scesi in strada, in rappresentanza dei propri Comuni e dei cittadini, in modo ordinato e mantenendo il corretto distanziamento per chiedere la tutela dell'ospedale di San Giovanni Bianco – aggiungono Benigni e Sorte -. Di fronte alla evidente buona fede e al valore morale del tema per cui si è manifestato, rivolgiamo un appello al prefetto di Bergamo affinché comprenda le ragioni di questa manifestazione e valuti la sospensione degli accertamenti».