In vigore fino al 30 aprile

Le regioni non potranno più chiudere le scuole: prende forma il nuovo decreto

Stop alle regioni gialle. Le scuole fino alla prima media riaprono dopo Pasqua. Ipotesi riapertura di ristoranti a pranzo, cinema e teatri: Lega e Forza Italia premono per allentare le restrizioni

Le regioni non potranno più chiudere le scuole: prende forma il nuovo decreto
Politica 31 Marzo 2021 ore 11:39

Per il momento non è ipotizzabile prevedere riaperture o un ritorno alla fascia gialla. Il “tesoretto” guadagnato fino ad oggi nei confronti dell’epidemia servirà per riaprire le scuole, almeno fino alla prima media. Sarà la linea del rigore quella su cui verrà costruito il prossimo decreto anti-Covid, discusso oggi in Consiglio dei Ministri, che resterà in vigore dal 7 al 30 aprile.

Tutte le regioni saranno classificate in fascia rossa o arancione. Tuttavia, se i dati epidemiologici mostrassero un miglioramento, si potrà pensare a un allentamento delle restrizioni in vigore. Il tema che agita il Governo, da sempre sostenuto da Lega e Forza Italia, è infatti quello legato alle riaperture di ristoranti e bar, ma anche di teatri, cinema e sale da concerto. Il nuovo decreto non dovrebbe contenere criteri automatici per la riapertura, ma un generico impegno ad alleggerire le misure qualora i contagi dovessero diminuire.

Capitolo scuola

Come annunciato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, la priorità del Governo è la riapertura delle scuole. Dopo Pasqua torneranno in aula tutti gli alunni fino alla prima media, anche nelle zone rosse.

Per questa ragione il nuovo decreto, secondo indiscrezioni, dovrebbe contenere anche una norma ad hoc che vieti ai presidenti di Regione di chiudere nuovamente le scuole, almeno fino alla prima media.

Solo regioni rosse e arancioni

Resteranno in vigore le attuali limitazioni, anche in merito agli spostamenti (coprifuoco compreso). Fino al 30 aprile tutte le regioni saranno in zona arancione o rossa. Resta valido anche il criterio per classificare in zona rossa quei territori in cui l’incidenza settimanale dei contagi è superiore ai 250 casi ogni 100 mila abitanti.