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Sì agli agli spostamenti tra comuni a Natale, si pensa al limite delle province

Palazzo Chigi sta pensando di allargare il perimetro degli spostamenti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno al territorio provinciale

Sì agli agli spostamenti tra comuni a Natale, si pensa al limite delle province
Politica 11 Dicembre 2020 ore 10:56

L’annuncio del dietrofront del Governo sugli spostamenti natalizi ha il gusto di un vero e proprio regalo di Natale anticipato per tutti gli italiani che vivono in piccoli comuni. Alla fine il premier Giuseppe Conte ha ceduto dinnanzi alla pressione di sindaci e presidenti di Regione e starebbe valutando in che modo concedere un allargamento degli spostamenti dal proprio comune di residenza.

Ad oggi il decreto del Governo prevede lo stop agli spostamenti tra Regioni diverse dal 21 dicembre al 6 gennaio (limitazione che non dovrebbe essere modificata e che resterà in vigore) e il blocco della mobilità tra comuni il 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. Una delle possibili soluzioni al vaglio è quella di allargare il perimetro degli spostamenti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno al territorio provinciale.  La volontà pare infatti essere quella da un lato di consentire ricongiungimenti a chi abita in piccoli comuni tra loro vicini e, dall’altro, scongiurare il rischio di un liberi tutti provocato dall’allentamento delle limitazioni. Sul come verrà modificata la norma è ancora in corso il dibattito a Roma, ma come riporta il Corriere della Sera pare si stia pensando a un emendamento al decreto sul Natale oppure a quello sui ristori, che potrebbe essere presentato lunedì (14 dicembre) dalla maggioranza.

Nel merito è intervenuto lo stesso Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa da Bruxelles sull’accordo sul Recovery Fund, ribadendo la disponibilità a concedere deroghe agli spostamenti purché se ne assuma la responsabilità il Parlamento. «È chiaro che chi vive in una grande città e ha i congiunti prossimi ha la possibilità di muoversi. Chi è in paesini più piccoli, può avere qualche difficoltà. Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Il Parlamento è sovrano. Non vogliamo opprimere gli italiani, ma dobbiamo mantenere queste restrizioni. Nella prospettiva che possa arrivare terza ondata non possiamo consentire occasioni di convivialità».