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Controllo dell’umidità in casa: differenza fra umidificatore e deumidificatore

Controllo dell’umidità in casa: differenza fra umidificatore e deumidificatore
Idee & Consigli 18 Ottobre 2021 ore 10:12

Prendersi cura della propria casa è essenziale per migliorare il proprio benessere fisico e mentale: un aspetto che spesso viene sottovalutato, nella cura domestica, riguarda la qualità dell'aria che si respira tra le mura dell'appartamento. Spesso, una cattiva gestione dell'umidità in casa, può provocare delle pesanti ricadute sulla salute dei suoi abitanti, nonché in danni più o meno seri alle superfici (di mobili e pareti).

In alcuni casi, il danno all'abitazione avrà una valenza puramente estetica: è il caso delle muffe che possono arrivare a coprire buone porzioni di soffitto o gli angoli più alti delle pareti, e che non sono affatto belle da vedere. Muffe, batteri e cattivi odori sono tutti segnali di un tasso troppo alto di umidità, che può arrivare a corrodere anche le superfici di diversi mobili.

Si potrebbe pensare, alle volte, che il problema sia soltanto l'eccesso di umidità: in realtà, si rivela problematico anche un tasso di umidità molto basso. In caso di aria troppo secca, infatti, possono insorgere disturbi legati alle vie respiratorie negli abitanti, con conseguenti allergie alle polveri sollevate e secchezza alla gola. Anche in questo caso, dunque, emerge la necessità di tenere sotto controllo il tasso di umidità di casa: una buona stima sarebbe quella di non scendere sotto il 40% in Inverno, né di salire oltre il 55% in Estate, per evitare gli eccessi nocivi per la casa e i suoi inquilini.

Come tenere sotto controllo il tasso di umidità in casa

L'esigenza di proteggere la propria abitazione e il proprio organismo da tassi troppo bassi o troppo alti di umidità, in breve, impone di utilizzare i giusti strumenti per regolarne il livello e mantenerlo ottimale.

In caso di umidità eccessiva, non si può che valutare l'uso di un deumidificatore. Si tratta di apparecchi che riducono l'eccesso di umidità (fastidioso per le persone, oltre che corrosivo per le superfici) senza tuttavia alterare la temperatura dell'ambiente. Questi elettrodomestici possono essere fissi o portatili, e di solito sono collegati a un tubo che conduce l'acqua accumulata fuori casa. Molto spesso, la funzione di deumidificatore è implementata anche in numerosi climatizzatori per la casa. Ovviamente, ci sono degli spazi nelle abitazioni dove il tasso di umidità tende a salire più velocemente (ripostigli e magazzini, ma soprattutto bagni e cucine): installare in questi spazi un deumidificatore può rivelarsi una buona idea.

Tuttavia, anche un tasso molto basso di umidità può rivelarsi nocivo, soprattutto in inverno, per gli abitanti di una casa: un'aria troppo secca può danneggiare gola e vie respiratorie, provocando una tosse fastidiosa e duratura, per non parlare poi delle allergie, che risulterebbero rafforzare dalla mancanza di umidità. Proprio in questo casi, dunque, si rivela necessario un umidificatore che aumenti il tasso di umidità nell'aria. Alcuni di questi strumenti sono di semplicissimo e immediato utilizzo, come delle piccole custodie di acqua da applicare al termosifone in inverno: in questo caso, una volta azionato il termosifone, questo assorbirà l'acqua dall'umidificatore, e non dall'ambiente circostante.

Altri elettrodomestici umidificatori più sofisticati, invece, disperdono appositamente vapore nell'ambiente, aumentando dunque la percentuale di acqua nell'aria grazie a un elementare processo di ebollizione (sono umidificatori a vapore caldo, indicati per le stanze dei bambini più piccoli). Alcune varianti, come gli umidificatori a vapore freddo, invece, si rivelano particolarmente indicate per stanze con molte piante o ambienti dalle temperature più alte della media: in breve, funzionano come dei nebulizzatori, garantendo anche un discreto risparmio energetico.

In conclusione, la scelta dell'elettrodomestico da utilizzare è più delicata di quanto non possa sembrare: in primo luogo, bisogna conoscere bene l'ambiente e avere un stima del tasso di umidità che si desidera raggiungere; una volta chiaro questo, si potrà scegliere tra un umidificatore e un deumidificatore e, finalmente, concentrarsi sui diversi modelli esistenti, che si differenziano per costi, rumorosità, efficienza, portata (in relazione alle dimensioni dell'ambiente) e manutenzione richiesta. Non bisogna valutare soltanto potenza e consumi, perché a fare la differenza può essere anche un'opzione presente in un modello e assente in un altro: ad esempio, un sensore capace di rilevare il tasso di umidità nella stanza e attivare l'elettrodomestico nel caso sia necessario modificarlo.