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Fatturazione elettronica regime forfettario: obbligatoria da Luglio 2022

Fatturazione elettronica regime forfettario: obbligatoria da Luglio 2022
Idee & Consigli 04 Maggio 2022 ore 07:00

A partire dal 1° Luglio 2022 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria anche per le partite IVA che usufruiscono del cosiddetto regime forfettario: la novità è inserita nel decreto PNRR2 approvato dal consiglio dei ministri il 21 aprile scorso.

Verrà quindi meno l’esonero previsto per i soggetti passivi che rientrano nel regime di vantaggio, per chi applica il regime forfettario e per i soggetti che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito proventi per un importo non superiore a 65.000 euro: si tratta secondo le stime di circa 1,5 milioni di partite IVA in tutta Italia.

Come compilare la fattura elettronica

Per emettere una fattura elettronica bisogna utilizzare un software apposito che sia in grado di codificare la fattura in linguaggio XML (il formato richiesto dalla normativa) e di inviarla al Sistema di Interscambio (SdI). 

Sono disponibili software gratuiti che garantiscono i servizi essenziali (Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio ne hanno sviluppato uno entrambi) e versioni a pagamento che offrono servizi aggiuntivi.

Per quanto riguarda la compilazione, alcuni campi sono uguali alle fatture cartacee, altri sono diversi. 

Innanzitutto vanno inseriti i nostri dati come fornitore: nome azienda, indirizzo, partita IVA, mail PEC e altri dati che solitamente andranno salvati e non sarà più necessario inserire ogni volta.

La parte più delicata riguarda i dati del cliente (cessionario/committente): bisogna fare molta attenzione ad inserire i dati corretti perché annullare e riemettere una fattura elettronica può essere davvero una gran perdita di tempo.

Particolare attenzione va posta nel campo partita IVA o, se il cliente fosse un privato, nel campo codice fiscale: potete agevolmente verificare il codice fiscale su questo sito controllando che il calcolo inverso dia un risultato corretto. In caso di partita IVA o codice fiscale errato, la fattura elettronica verrebbe rifiutata dal Sistema di Interscambio.

Un altro campo delicato è il Codice Destinatario che rappresenta “l’indirizzo” dove recapitare le fatture: deve essere compilato con il codice di 7 cifre alfanumerico che il cliente vi ha comunicato. Se il cliente utilizza un indirizzo PEC come recapito a cui ricevere la fattura, nel campo Codice Destinatario va inserito il valore “0000000” e di conseguenza nel campo “PEC destinatario” andrà riportato l’indirizzo PEC del cliente. 

Se il cliente non comunica alcun indirizzo telematico (ovvero è un consumatore finale oppure un operatore in regime di vantaggio o forfettario), sarà sufficiente compilare solo il campo “Codice Destinatario” con il valore “0000000”.

Infine vanno inseriti i dati relativi al bene o servizio ceduto (natura, quantità e qualità) insieme ai valori di imponibile, aliquota IVA e imposta. 

Una volta conclusa la compilazione della fattura, il software permette di controllare attraverso un’anteprima tutte le informazioni inserite e salvare il file della fattura nel formato obbligatorio XML oppure in formato PDF per una più facile lettura.

Dove si ricevono fatture elettroniche

Un cliente con partita IVA può ricevere la fattura elettronica al proprio indirizzo PEC, nell'area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate oppure nel software di fatturazione, dove possono essere gestite insieme alle fatture inviate in modo veloce e ordinato.

Il privato può riceverla via PEC oppure sul proprio Cassetto Fiscale sul sito dell’Agenzia dell’Entrate (ma avrà bisogno dello Spid per accedere e consultare le fatture ricevute).

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