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Investire in Immobili nel 2021: interessanti i numeri del Crowdinvesting immobiliare

Investire in Immobili nel 2021: interessanti i numeri del Crowdinvesting immobiliare
Idee & Consigli 18 Dicembre 2020 ore 11:19

Uno degli investimenti da prendere in considerazione per il 2021 è quello immobiliare. Più nel dettaglio però vogliamo parlare di una nuova forma d’investimento che prende il nome di crowdinvesting immobiliare.

Per riuscire a comprendere meglio come funzione e informare coloro che vogliono iniziare a investire nel crowdfunding immobiliare o coloro che lo fanno già ma vogliono essere sempre aggiornati c'è Likecasa il sito che non perde di vista questa grande opportunità di investimento e produce guide utili.

Vediamo, grazie anche agli esperti, come funziona e perché i numeri del crowdinvesting immobiliare sono sempre più interessanti. 

Cresce il crowdinvesting in Italia nel 2020, buone prospettive per il 2021 

Il crowdinvesting in Italia nel corso del 2020 è stato un investimento che ha interessato un buon numero di italiani e che ha visto una raccolta di fondi molto interessanti, circa 65 milioni di euro. Dati promettenti che offrono una visione positiva per il settore anche nel corso del 2021. 

In merito alla crescita del settore, bisogna fare alcune considerazioni basate sui dati offerti anche dal Politecnico di Milano che nel corso dell’anno ha evidenziato come ci sia stata una crescita al di sopra del 185% rispetto all’anno precedente. 

Queste percentuali confermano appunto che sempre più persone scelgono d’investire sul mattone e sugli immobili con un sistema innovativo e differenziante, che non richiede l’acquisto diretto di un locale o di una casa. Ma che si configura come un vero e proprio investimento che può offrire un buon ROI, in coloro che sfruttano in modo ottimale il social crowdfunding. 

Crowdfunding immobiliare: cos’è e come funziona 

Il crowdfunding immobiliare è un investimento in cui una persona giuridica o fisica, oppure una società decide di finanziare il suo progetto chiedendo a un gruppo di persone, mediante una minima intermediazione, del denaro per riuscire a realizzare il suo progetto in campo immobiliare. 

Esistono due forme di crowdinvesting che si possono prendere in considerazione l’equity e il lending. Nel campo dell’equity crowdfunding, molto poco utilizzato nel campo immobiliare, il finanziatore riceve una parte della società, insomma è come se comprasse delle azioni. 

Il lending crowdfunding, prevede invece che coloro che investono e scelgono di finanziare il progetto ricevano in cambio del loro investimento iniziale, una quota comprensiva degli interessi in base alla somma investita, una volta che l’immobile costruito viene venduto. 

In entrambi i casi, chi investe dunque può ottenere una percentuale di guadagno a seconda della cifra investita, dell’eventuali commissioni richieste dalla piattaforma e del periodo trascorso dall’investimento al momento del pagamento d’interessi o del valore relativo alle quote acquistate. 

Come investire in crowdinvesting immobiliare 

Per investire nel settore immobiliare con il sistema di crowdinvesting, la soluzione migliore e operare mediante una piattaforma intermediaria. Trattandosi di un vero e proprio investimento e di un’attività finanziaria che non offre una certezza di guadagno al 100%, la cosa migliore è scegliere una piattaforma che sia sicura, controllata e che permetta di seguire man mano l’investimento effettuato. 

Quando si sceglie di investire con questo sistema in campo immobiliare dunque, è necessario verificare: il tipo di crowdfunding proposto sé equity o landing, la banca o società finanziaria intermediaria interessata, la somma minima richiesta per accedere all’investimento che si va ad effettuare. 

Una volta scelta la piattaforma, bisognerà registrarsi come persona fisica oppure come società, dopo di ché si potrà effettuare il proprio investimento, che può partire anche da un minimo di 500 euro. Infine, nel caso in cui si ottengano dei guadagni dall’investimento, bisogna ricordare che questi hanno bisogno di essere dichiarati all’interno dell’Unico Redditi nel momento in cui si fa la propria dichiarazione annuale.