L’eccellenza dei vini lombardi, raccontata in Italia e all’estero
Le risposte della Giunta regionale alle domande dei nostri lettori: l'assessore all’Agricoltura e Sovranità alimentare spiega il valore della nostra viticoltura e l'impegno per promuovere verso i consumatori le produzioni di qualità

Prosegue la nostra rubrica che mette in contatto diretto Regione Lombardia e i nostri lettori. Scrivete a laregionerisponde@netweek.it e i vari assessori regionali competenti, di volta in volta, risponderanno alle vostre domande e segnalazioni, che possono interessare tutti i lombardi, dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla cultura, dall’economia al sociale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, raccogliendo le istanze locali per portarle all’attenzione della politica.
L’eccellenza dei vini lombardi, raccontata in Italia e all’estero
Buongiorno, ho letto che la Regione Lombardia qualche giorno fa si è recata in missione negli Usa per promuovere i propri vini, esaltando il fatto che la produzione lombarda è quasi esclusivamente Doc e Docg, vini di qualità che spero sappiano superare anche gli eventuali danni causati da dazi e guerre commerciali. Anche pensando al prossimo Vinitaly, che vorrei visitare, qual è il valore aggiunto delle nostre Denominazioni di Origine?
Luca (Arcore-Mb)
Risponde Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia
Quando un calice di vino lombardo viene servito, non si tratta solo di una degustazione, ma di un pezzo della nostra storia, del nostro saper fare, del legame profondo che unisce le nostre terre a chi le lavora con passione che si trasmette a chi apprezza i nostri prodotti. La recente missione della Regione Lombardia negli Stati Uniti ha ribadito quanto il mondo guardi con interesse alla nostra viticoltura: un mosaico di territori unici, capaci di esprimere qualità, autenticità e innovazione.
Negli incontri con operatori del settore, buyer e giornalisti americani, abbiamo raccontato l’identità della Lombardia vinicola: una regione che vanta 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt, e che, pur non essendo la più estesa per superficie vitata, è tra le più dinamiche e prestigiose d’Italia.
Ogni denominazione è espressione di un territorio ben definito. La Franciacorta, che proprio nel 2025 festeggia i 30 anni della sua Docg (Denominazione origine controllata garantita) ambasciatrice dell’arte spumantistica italiana nel mondo, è il simbolo di un metodo produttivo rigoroso e di un’identità forte, che ha saputo conquistare i mercati internazionali. I vini della Valtellina, figli di viticoltura eroica su pendii scoscesi e quelli dell’Oltrepo Pavese, culla del Pinot nero, raccontano di un lavoro duro, che sfida la natura con ingegno e dedizione. Ci sono il Lugana e il Valtènesi, con la loro mineralità e freschezza, che portano nei profumi l’anima del lago di Garda, il Lambrusco mantovano che porta allegria e bevibilità e rarità come il Moscato di Scanzo, passito di straordinaria eleganza. Questo, solo per citare alcune delle denominazioni che rappresentano il mondo del vino lombardo.
La sfida più grande è far comprendere ai consumatori, soprattutto alle nuove generazioni, che scegliere un vino con una denominazione è sostenere un modello di produzione legato alla terra, alla sostenibilità e al lavoro di chi la custodisce, allontanandosi dall’omologazione e dalla standardizzazione che oggi minacciano l’identità del nostro agroalimentare.
In vista del Vinitaly, la Regione Lombardia sarà ancora una volta al fianco dei produttori, con l’obiettivo di consolidare l’immagine dei nostri vini nel mondo. Il nostro compito non è solo promuovere le denominazioni, ma anche sostenere il settore con strumenti concreti: investimenti nella ricerca, nel marketing internazionale e nella formazione delle nuove generazioni di viticoltori.
È questa la forza dei vini lombardi: una storia che continua a rinnovarsi, senza perdere le proprie radici. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare in Italia e all’estero.