Presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo ha avuto luogo l’80ª Assemblea di Avis Provinciale Bergamo, un momento di confronto e condivisione dov’è stato tracciato il bilancio dell’attività 2025 e delineate le prospettive future dell’associazione.
Donazioni in calo, cresce il plasma
Durante il 2025 le donazioni complessive sono state 61.611, in diminuzione rispetto alle 63.274 del 2024. In particolare, si registra un calo nella raccolta di sangue intero (43.752 rispetto alle 45.617 dell’anno precedente), mentre la raccolta di plasma è in lieve aumento, con 17.859 donazioni contro le 17.657 del 2024.
Un dato che riflette una tendenza più ampia: la flessione della raccolta ha interessato l’intero sistema, sia a livello regionale sia nazionale, e non può essere attribuita esclusivamente a dinamiche locali.
Ruolo strategico sul territorio
Nonostante le difficoltà, Avis Provinciale Bergamo conferma il proprio ruolo centrale nel garantire l’autosufficienza di sangue ed emocomponenti.
La base associativa conta 37.037 soci, con il 35% di donne e circa il 30% di donatori tra i 18 e i 35 anni, a dimostrazione della capillarità e della vitalità dell’associazione sul territorio.
Attività e promozione, con focus sui giovani
Nel corso del 2025 l’attività si è sviluppata su più fronti: dal rinnovo degli accreditamenti delle unità di raccolta agli interventi sulla sede di Monterosso, fino al supporto costante alle Avis comunali.
Grande attenzione è stata riservata alla promozione della donazione, soprattutto tra i giovani: progetti nelle scuole hanno coinvolto quasi 10mila studenti, affiancati da eventi sul territorio, collaborazioni con realtà sportive e culturali e iniziative nelle aziende.
Criticità: carenza di personale sanitario

Tra le principali difficoltà emerge la crescente carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico, che limita la possibilità di ampliare le attività di raccolta.
Nel 2025, oltre il 40% delle giornate di raccolta è stato gestito in condizioni di carenza di personale, mentre i donatori periodici sono leggermente diminuiti, attestandosi a 24.239.
Le voci dei protagonisti
Il presidente provinciale Roberto Guerini ha sottolineato come i dati rappresentino «un segnale da leggere con lucidità», ricordando che Avis opera all’interno di una rete più ampia che ogni anno salva vite.
La responsabile sanitaria Barbara Giussani ha evidenziato la necessità di rafforzare il sistema: servono nuovi donatori, soprattutto giovani, e maggiori risorse sanitarie per garantire continuità al supporto trasfusionale.
Obiettivi per il futuro
Guardando avanti, Avis Provinciale Bergamo punta lo sguardo verso:
- rafforzare il reclutamento di nuovi donatori, in particolare tra i giovani
- individuare soluzioni per potenziare il personale sanitario
- sviluppare nuovi progetti per incrementare la raccolta di plasma
Una rete di istituzioni e solidarietà
All’assemblea hanno partecipato numerose autorità locali e rappresentanti del sistema sanitario e del volontariato.
Il presidente nazionale Avis, Oscar Bianchi, ha ricordato come dietro ogni donazione ci sia «una possibilità concreta di rinascita», citando anche casi recenti che dimostrano quanto il gesto del dono sia essenziale. Ha inoltre ribadito il valore della gratuità, elemento distintivo del sistema italiano basato su solidarietà e responsabilità civica.
Le premiazioni
Nel corso della mattinata sono stati assegnati diversi riconoscimenti. Il premio «Gianni Civera» è andato a Rosanna Gabrieli (304 donazioni) e Alessandro Baretti (293 donazioni). Il premio «Pieralberto Biressi» è stato assegnato a Gaudenzio Previtali per l’impegno nella promozione della cittadinanza attiva.
Sono stati inoltre premiati numerosi benemeriti individuati dalle Avis comunali (Stezzano, Ranica, Albino, Rovetta, Zogno, Sotto il Monte, Caprino Bergamasco, Grassobbio, Lovere, Mornico al Serio, Comun Nuovo, Pumenengo e Villa d’Almè), tra donatori e cittadini distintisi per spirito associativo e impegno sul territorio.