Il nuovo murale al Rondò delle Valli di Bergamo è tornato a splendere. A pochi giorni dalla sua inaugurazione e dal successivo (quasi immediato) imbrattamento con scritte “no vax”, la grande opera realizzata dall’artista spagnola Lidia Cao è stata ripulita ieri (venerdì 9 ottobre) dagli operatori di Aprica, che sono intervenuti per cancellare le frasi comparse sul muro del cavalcavia nella notte tra mercoledì e giovedì.
A dare la notizia è stata Oriana Ruzzini, assessora alla Transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo, che sui social ha annunciato il ripristino dell’opera realizzata nell’ambito del festival di arte urbana Mura. Un intervento – sostenuto anche dal leghista Alessandro Carrara – che ha permesso di riportare alla sua bellezza originaria il murale, dopo un episodio che aveva suscitato indignazione per la rapidità con cui il nuovo lavoro era stato preso di mira.
«Uno spreco di energia e risorse»
La pulizia, tuttavia, ha comportato anche un impiego di risorse che avrebbero potuto essere destinate ad altre necessità della città. È l’aspetto sottolineato da Ruzzini, che ha evidenziato le conseguenze concrete degli atti vandalici: «Gli operatori Aprica, impegnati con decappante e idropulitrici, sono stati sottratti alla cura di altri quartieri della città».
A questo si aggiunge il consumo d’acqua necessario per rimuovere le scritte. «Pulire con idropulitrice comporta un notevole spreco di acqua», ha osservato l’assessora, che ha poi richiamato l’attenzione sul significato più ampio del gesto: «Ciò che fa male è soprattutto la mancanza di rispetto nei confronti del bene comune e, in questo caso, anche dell’arte, a pochi giorni dalla realizzazione dell’opera».
Anche l’assessore alla Cultura, Sergio Gandi, ha espresso sui social particolare soddisfazione per il rapido intervento, rimarcando una volta di più la volontà di non arretrare di un passo davanti alle azioni e alle provocazioni dei vandali.
Un biglietto da visita per chi arriva dalla Valle Seriana
Il murale di Lidia Cao si estende per circa 120 metri sul cavalcavia del Rondò delle Valli, a Redona, lungo uno degli accessi alla città per chi proviene dalla Valle Seriana. L’opera raffigura le Orobie e le Cascate del Serio, con una ragazza di spalle e due cani intenti a contemplare il paesaggio.
Il progetto era nato proprio per valorizzare lo spazio urbano e sostituire le precedenti scritte no-vax con un’immagine legata al territorio bergamasco. Un obiettivo compromesso dall’imbrattamento, che aveva riportato sulla parete messaggi dello stesso tenore di quelli che il nuovo intervento artistico avrebbe dovuto coprire.