Liste d'attesa

In Bergamasca se ne va uno stipendio in sanità privata (ma qualcosa forse si muove)

Gli esami urgenti che hanno rispettato i tempi sono passati dal 58 al 79 per cento, quelli differibili dal 64 al 75 per cento

In Bergamasca se ne va uno stipendio in sanità privata (ma qualcosa forse si muove)

Non è certo una novità, purtroppo. Ma la situazione peggiora di anno in anno e una soluzione, al momento, pare proprio non esserci. Secondo il rapporto “Osservatorio vulnerabilità e resilienza” – riportato da L’Eco di Bergamo -, redatto dalle Acli e dall’Istituto per la ricerca sociale sulla base dei dati del Ministero delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi 2025, in Bergamasca la spesa pro capite – ovvero ad abitante – destinata alla sanità (per lo più privata) nel 2024 è stata pari a 1.549 euro.

Uno stipendio pulito pulito, ma soprattutto una cifra in crescita rispetto a quanto riscontrato negli anni precedenti: secondo la Cgil Bergamo, nel 2023 questo dato si attestava a 1.068 euro.

Una mazzata per i meno abbienti

Il rapporto in questione ha preso in considerazione le dichiarazioni di chi si è rivolto ai Caf Acli per il 730 (per lo più italiani tra i 46 e i 66 anni e con reddito tipico pari a circa 27.900 euro lordi l’anno), dunque una fascia di popolazione abbastanza ampia.

Tra i principali motivi dell’aumento, si legge, il sempre più diffuso ricorso alla sanità privata a fronte delle difficoltà di trovare aiuto in quella pubblica, sebbene anche l’invecchiamento della popolazione certo non aiuti.

E si tratta di un costo che va a pesare in particolare, ovviamente, sulla fascia di popolazione meno abbiente. Sempre secondo il rapporto, le spese sanitarie pesano addirittura per il 12 per cento sul reddito disponibile dei contribuenti che rientrano nello scaglione di reddito più basso.

Questa percentuale scende al 3,1 per cento, invece, nella fascia di popolazione più abbiente. Dati che non stupiscono, ma che certo dovrebbero fare riflettere.

Taglio alle liste d’attesa

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