Le eccellenze ci sono, ma il quadro generale non è dei migliori. Si potrebbe riassumere così la situazione della sanità lombarda, che nell’ultimo monitoraggio pubblicato la scorsa settimana dal Ministero della Salute (basato sul 2024) risulta sesta in Italia per erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza).
I dati con cui vengono valutati i sistemi delle varie Regioni sono raccolti e suddivisi in tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. A ognuna viene assegnato un punteggio che va da 0 a 100. La sufficienza è fissata a 60.
Il settore in cui la Lombardia va meglio è la prevenzione – che include parametri come la copertura vaccinale nei bambini e l’efficacia delle campagne di screening -, dove ha ottenuto 96 punti, battuta solo da Emilia-Romagna (97 punti) e provincia autonoma di Trento (98 punti).
Decisamente meno lusinghieri, invece, i punteggi ottenuti nelle altre due voci: in assistenza distrettuale – analizza la gestione delle cure sul territorio, l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci e la tempestività dei mezzi di soccorso – la Lombardia si ferma a 89 punti, lontana da Veneto (95), Toscana (94) ed Emilia-Romagna (94), ovvero le tre Regioni che guidano la graduatoria complessiva nazionale, ma superata anche dal Piemonte (90).
Infine, in assistenza ospedaliera (…)