il caso

Depositato l'esposto contro "La Traccia" di Calcinate: raccolte oltre 25 mila firme

La scuola paritaria promuoverebbe un corso d'educazione sessuale e all'affettività «discriminatorio e antiscientifico», che rafforzerebbe i pregiudizi e gli stereotipi di genere

Depositato l'esposto contro "La Traccia" di Calcinate: raccolte oltre 25 mila firme
Scuola 31 Marzo 2021 ore 10:32

Oltre 25 mila persone, 65 associazioni ed enti e 30 esponenti politici hanno sottoscritto l’esposto depositato oggi, mercoledì 31 marzo, contro la scuola “La Traccia”, di Calcinate. Secondo i redattori del documento, inviato all'Ufficio scolastico provinciale e regionale e per conoscenza al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, l’istituto promuoverebbe un corso di educazione sessuale e all’affettività antiscientifico e discriminatorio, caratterizzato da pregiudizi ideologici e religiosi.

L’appello è quindi che gli enti preposti attivino al più presto «i controlli necessari sull’offerta educativa della scuola paritaria “La Traccia”, adottando le misure idonee ad assicurare la sostituzione dell’attuale insegnamento dell’educazione all’affettività offerto dalla scuola con un insegnamento condotto da personale qualificato e rispettoso delle pari opportunità tra uomini e donne, nonché dell’identità sessuale degli adolescenti Lgbti, in ossequio ai princìpi della Carta costituzionale».

Il libro di testo controverso

Il caso era emerso per la prima volta nel 2018. Al centro delle segnalazioni le schede didattiche estratte dal libro scritto dal professore affidatario del corso, Armando Baldissin. Schede che proporrebbero un programma ispirato al più rigido binarismo di genere.

«I contenuti maggiormente sconcertanti – si legge nell’esposto - si rinvengono nella parte del corso dedicata a quelle forme di sessualità che il professore definisce “Sessualità Immatura” e “Sessualità Incompiuta”: nella scheda sulla sessualità immatura, vengono demonizzati alcuni temi legati all’esperienza sessuale adolescenziale quali la pornografia, l’autoerotismo e la fantasia sessuale. Vengono invece indiscriminatamente ricomprese nella cosiddetta sessualità incompiuta l’omosessualità, la bisessualità, la pedofilia, la pederastia, l’efebofilia».

L’omosessualità sarebbe descritta come un disturbo o una malformazione psicologica, causata da una percezione di inadeguatezza o inferiorità: «in altri termini, “un ragazzo si sente un maschio fallito; una ragazza si sente una femmina non riuscita”; gli atti omosessuali sarebbero “manifestazioni di una strategia nevrotica”».

Queste forme di sessualità deviata, secondo le schede didattiche, si potrebbero però recuperare e che i complessi omosessuali «si potrebbero curare con terapie psicologiche», visto che «la tendenza omosessuale sta all’atto omosessuale così come la tendenza all’alcolismo sta all’ubriacatura: “un uomo può sentire in sé la tendenza all’alcolismo, ma non per questo è costretto ad ubriacarsi». A suffragio della tesi sarebbero anche riportate le testimonianze di presunti gay e lesbiche “guariti”.

La scuola respinge le accuse

L’istituto “La Traccia” ha però respinto gli attacchi, sottolineando che «il percorso di educazione all’affettività in vigore presso l’istituto scolastico non adopera le pagine e i materiali menzionati, pertanto l’oggetto dell’esposto non sussiste, e la scuola è disponibile a darne documentazione alle autorità preposte qualora lo richiedessero».

Il libro, edito nel 2011, non sarebbe utilizzato come sussidio fornito né agli alunni né ai docenti. La scuola concludeva dicendo di essere estranea agli scontri ideologici e di voler proseguire il percorso formativo quotidiano, «che si svolge nel rispetto del valore di ogni persona, delle normative vigenti, dell’autonomia scolastica e si fonda sul patto stipulato con le famiglie che da 36 anni condividono e sostengono il nostro impegno educativo».

Un caso arrivato anche a Roma

Nel merito della vicenda la parlamentare ex 5 Stelle Guia Termini, ora al Gruppo Misto, ha depositato alla Camera un’interrogazione nella quale richiede ai Ministeri dell’Istruzione e delle Pari Opportunità di intervenire per prevenire il disagio «provocato da pregiudizi e discriminazioni, affinché le differenze di genere costituiscano un arricchimento della società e non un limite».