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L'inaugurazione

Il ministro Bernini: «L'Università di Bergamo è in sintonia con la realtà che la circonda»

Apertura dell'anno accademico: dall'esponente del Governo il plauso al tasso di occupabilità dell’ateneo, che va ben oltre il 90 per cento entro i primi cinque anni dalla laurea

Il ministro Bernini: «L'Università di Bergamo è in sintonia con la realtà che la circonda»
Scuola Bergamo, 22 Novembre 2022 ore 10:51

Si è tenuta ieri (lunedì 21 novembre) la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023, presso la sede dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo alla presenza del neo eletto ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del rettore Sergio Cavalieri, oltre a quella delle massime istituzioni locali, il Comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, il generale Paolo Kalenda, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi e l’assessore alle infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi.

«L’inaugurazione dell’anno accademico 2022/2023 è stata l’occasione per rafforzare ulteriormente la visione di un Ateneo aperto, plurale e con una forte responsabilità pubblica e attiva nei confronti dei nostri giovani, della società e del territorio – ha detto il rettore Cavalieri -. Visione che trova una sua declinazione negli obiettivi e traguardi esplicitati nel piano strategico, che metteremo in campo nei prossimi cinque anni».

 

Al centro della giornata c’è stata la lectio magistralis di Nicola Palmarini, direttore del Nica – Uk National Innovation Centre for Ageing, centro di ricerca voluto e finanziato dal governo britannico per lo sviluppo e la promozione di soluzioni innovative dedicate al tema della longevità, con cui l’Ateneo ha recentemente stretto un accordo di collaborazione.

La mattinata si è conclusa così con l’apertura ufficiale del 54esimo anno accademico dell’Università degli studi di Bergamo insieme al Ministro Anna Maria Bernini, presenza ancora più significativa in un momento così importante di inizio legislatura e avvio dei lavori del Miur. «La vivacità intellettuale che risiede nei nostri atenei, per non essere autoreferenziale, deve avere dei canali diretti con le realtà locali, con le aziende, gli enti, le città – ha spiegato il ministro Bernini -. Una vivacità che va incanalata allo scopo di offrire nuove prospettive alla comunità di appartenenza. Il tasso di occupabilità dell’Università di Bergamo, che va ben oltre il 90 per cento entro i primi cinque anni dalla laurea, è certamente una dimostrazione di come siate in sintonia con la realtà che la circonda».

Il ministro ha inoltre dichiarato che i nuovi dottorati industriali, banditi dal Ministero dell’Università e della Ricerca, insieme alla nuova figura dei ricercatori d’impresa vogliono essere un primo passo per rinsaldare il dialogo tra atenei e mondo del lavoro. «Ne valuteremo insieme l’efficacia – ha affermato Bernini -. Allo stesso tempo credo fortemente nel potenziamento degli Its, con i progetti delle Academy, e nell’implementazione di percorsi di professionalizzazione più moderni. Sono impegni da portare avanti con determinazione proprio per dare alternative a quei giovani che non lavorano, non studiano, non si formano». Dopo il picco registrato nel 2020 anche a causa del Covid, infatti, sono intorno al 23 per cento della popolazione compresa tra i 15 e i 29 anni. «Sono troppi - ha concluso l’esponente del Governo -. Renderli attivi è una sfida che dobbiamo vincere insieme».

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