Scuola
Progetto biennale (per ora)

La novità: dalla fine di febbraio al Mamoli ci sarà l'infermiere di scuola

Proposto dall'Associazione Lombardia Infermieri e finanziato da Cuore Batticuore. Dodici ore la settimana per assistere studenti e personale e insegnare i corretti stili di vita

La novità: dalla fine di febbraio al Mamoli ci sarà l'infermiere di scuola
Scuola Bergamo, 20 Febbraio 2021 ore 11:53

di Marco Oldrati

Un infermiere dentro un istituto superiore a Bergamo, il Mamoli di Longuelo. Da fine febbraio, il progetto promosso dall’Associazione regionale Lombardia Infermieri (Arli), sostenuto e finanziato dall’associazione Cuore Batticuore, diventa realtà. Viene introdotta una figura che ripristina una vicinanza dell’assistenza sanitaria territoriale alla popolazione, così necessaria in un’epoca di pandemia.

Giusi Tiraboschi, presidente di Arli

Questa iniziativa, ricca di riscontri nelle esperienze internazionali, è relativamente nuova in Italia (sul territorio nazionale alcuni esempi analoghi si stanno sviluppando, attraverso il sostegno di associazioni di cittadini, a Ravenna, con una presenza in due istituti scolastici da ormai cinque anni, e con un progetto messo in campo recentemente in una scuola elementare e in una media a San Martino Siccomario in provincia di Pavia).

Reno Morazzini, presidente di Cuore Batticuore

L’infermiere a scuola sarà presente dodici ore nell’arco della settimana e svolgerà la propria attività sia attraverso un contatto diretto in aula sia in un locale specifico, dove verrà fornita assistenza agli studenti e al personale. L’attività riguarderà la rilevazione dei bisogni individuali, con i conseguenti interventi. Ci saranno anche momenti informativi e formativi nelle classi (a fianco dei docenti che già affrontano questi temi) circa i corretti stili di vita, sul contenimento di comportamenti dannosi (fumo, alcool, sostanze psicotrope) e sulla proposizione di un modello alimentare e di attività motoria in grado di produrre salute e prevenire l’insorgere di patologie cardiovascolari o oncologiche. Va da sé che, in questa prima fase, l’attenzione verrà concentrata sulla prevenzione riguardo al contagio da Covid-19.

Il progetto è stato finanziato per la durata del residuo anno scolastico in corso e di tutto l’anno scolastico a venire, ma l’auspicio è di proseguire e di vederne l’estensione il più possibile ampia ad altri istituti scolastici.

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