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le riaperture del governo

Timori per il ritorno in classe: «Strutture e bus inadeguati. Si rischiano nuove chiusure»

Secondo la Cisl il 30% dei docenti non è vaccinato, le aule non hanno sistemi di depurazione dell'aria adeguati e il numero di corse dei bus è inadeguato per far fronte alle rischieste

Timori per il ritorno in classe: «Strutture e bus inadeguati. Si rischiano nuove chiusure»
Scuola Bergamo, 19 Aprile 2021 ore 12:29

Il programma di riaperture fissate dal Governo da lunedì 26 aprile ripropone una questione mai sanata: le scuole sono un luogo sicuro, oppure no? Soprattutto, il ritorno in classe degli studenti senza alcuna limitazione, a meno che non si trovino in zona rossa, farà esplodere nuovamente i contagi da Covid?

«La decisione di aprire la scuola dal 26 aprile è priva dei requisiti fondamentali perché la “scuola in presenza” sia fatta in sicurezza», sottolinea Paola Manzullo, segretaria generale di Cisl scuola Bergamo. Se infatti i ragazzi dentro le mura scolastiche possono essere controllati, al di fuori di esse è ben difficile verificare se rispettino le precauzioni per contrastare la diffusione del virus. Anzi, sarebbe bastato fare due passi in centro lo scorso fine settimana per iniziare a nutrire dubbi sul rispetto delle norme da parte dei più giovani.

C’è poi un secondo problema, ossia quello del trasporto pubblico locale: gli studenti dovranno essere tutti in aula, ma sui mezzi la capienza è ancora limitata al 50% del totale. E, inoltre, spesso i bus risultano essere sovraffollati.

«Ad oggi non sono state soddisfatte le condizioni essenziali per garantire a tutti la necessaria serenità – aggiunge la sindacalista -. I trasporti pubblici, importante veicolo di trasmissione dei virus, non sono stati opportunamente implementati. I sistemi di depurazione dell’aria nelle aule, causa la mancanza di tempo, non sono stati impiantati. Il tracciamento dei contagi nelle scuole non ha visto luce, il 30% dei docenti non è stato vaccinato e i protocolli non sono stati aggiornati».

Viste le premesse, nonostante a Bergamo l’inizio dell’anno scolastico fu gestito in modo più che opportuno, il rischio di ulteriori quarantene e di una retromarcia sul programma di aperture paiono troppo elevati. «Chiediamo – conclude Paola Manzullo – ulteriori riflessioni; la sicurezza deve essere responsabilmente garantita».