Da lunedì (13 aprile) al 17 aprile va in scena l’annuale Green Food Week, settimana dedicata alla diffusione della cultura del cibo sano, sostenibile, accessibile e inclusivo. E anche quest’anno il Comune di Bergamo ha deciso di aderire.
Il 16 aprile una ricetta inedita a base di legumi
L’iniziativa prevede, nella giornata di giovedì 16 aprile, un piatto dedicato alla scoperta dei legumi, offrendo una ricetta inedita che sarà servita in tutte le mense rifornite dalla ditta di ristorazione SerCar, che già una volta a settimana – il lunedì o il martedì – propone ai bambini e alle bambine, come richiesto dal Comune, un menù cento per cento vegetale.
Ad accompagnare il menù, il Comune di Bergamo ha condiviso con le scuole i materiali messi a disposizione da Food Insider: un kit didattico (laboratori e letture su misura per l’infanzia e la primaria) e una guida ai contenuti della Green Week dov’è possibile trovare spunti interessanti per accompagnare bambini e bambine alla scoperta del cibo sano che fa bene a noi e al pianeta.
Le parole dell’assessora Marchesi
«Attraverso la nostra Food Policy, che vede coinvolti più di 40 attori del panorama agroalimentare locale, e all’adesione al progetto europeo Turn The Tables, l’Amministrazione lavora per trasformare il modo in cui mangiamo, incoraggiando l’approvvigionamento sostenibile, la riduzione degli sprechi e la valorizzazione delle risorse del territorio – spiega l’assessora ai Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici, Marzia Marchesi -. Allo stesso tempo, dedichiamo grande attenzione a sensibilizzare, informare e diffondere consapevolezza tra le giovani generazioni. Per questo aderiamo con piacere all’iniziativa della Green Food Week: una settimana di sensibilizzazione sull’importanza di un’alimentazione sana e amica del pianeta, che fa bene al corpo e rispetta l’ambiente».
I numeri del servizio mensa scolastico a Bergamo
Palazzo Frizzoni ricorda che Bergamo è tra le città che, ancora prima della legge sui Cam (Decreto del 2020 sui Criteri ambientali minimi per le mense scolastiche) aveva già espresso sensibilità rispetto all’offerta di prodotti a km 0, insieme a quelli a filiera corta. Nelle Scuole dell’infanzia, nelle Primarie e nelle Secondarie di primo grado con il pomeriggio, vengono distribuiti circa cinquemila pasti al giorno che prevedono utilizzo di prodotti Bio (almeno 80 per cento), di produzioni Igp, Dop, Stg e Pat (30 per cento), e produzioni a km 0.
In particolare, le percentuali di biologico presenti negli alimenti distribuiti nelle mense sono le seguenti (nella maggior parte dei casi di molto superiori agli standard richiesti dai criteri Cam).
Al 100 per cento per:
- frutta fresca
- verdura fresca di stagione, pomodori e ortaggi
- uova fresche e pastorizzate,
- yogurt bianco e alla frutta,
- legumi,
- farine (mais per polenta, grano, ecc.)
- succhi di frutta,
- olio extravergine di oliva
- aceto di mele,
- pasta
- riso e altri cereali
- passata di pomodoro
Al 50 per cento carne bovina (in linea con i criteri Cam) e al 30 per cento carne suina e ovina (percentuale superiore ai criteri Cam, che prevede 10 per cento per carne suina).
L’impegno nella riduzione dello spreco alimentare
Prosegue anche l’impegno costante dell’Amministrazione rispetto al tema della riduzione dello spreco con la redistribuzione delle eccedenze alimentari ad associazioni e mense solidali di prossimità. In particolare:
- pasti giornalieri donati alla mensa dei poveri del Patronato San Vincenzo
- servizio di recupero nel quartiere di Monterosso dove le eccedenze scolastiche vengono redistribuite ai cittadini in difficoltà, spesso anziani, dello stesso quartiere
- progetto con la Fabbrica dei Sogni che prevede erogazione di un totale di pasti gratuiti alla settimana per favorire momenti di condivisione comunitaria fra le famiglie in situazione di fragilità e le altre famiglie della zona di via S. Giorgio
- progetto “Forno al fresco” di collaborazione tra il Comune, e le sue mense scolastiche, e la Casa Circondariale della città.
Servizio mensa al top, ma che costa caro
Da tempo, il servizio mensa scolastico nella città di Bergamo è nella top 10 nazionale, in termini di qualità, nella classifica stilata da Food Insider. Allo stesso tempo, è anche uno dei più cari della Lombardia. Per questo, nell’ultimo anno, ha fatto molto discutere la decisione della Giunta di prevedere delle rimodulazioni tariffarie che vedono un generale aumento – ma al contempo anche un cambiamento delle fasce Isee con ampliamento di quella più bassa che paga il minimo – del costo del servizio mensa scolastico, oltre che quello dell’assistenza domiciliare e delle rette dei nidi comunali.
Stando a dati del maggio 2025, 110 euro al mese è il costo medio affrontato da una famiglia bergamasca che frequenta le mense scolastiche della città. Dato che conferma il servizio mensa cittadino come il più caro in Lombardia, secondo l’indagine annuale effettuata dall’associazione Cittadinanzattiva. Nell’occasione, l’assessora Marchesi precisò però che lo studio era basato su una famiglia con il valore Isee più alto. Ciò significa che altre tipologie di famiglie potrebbero avere accesso ad agevolazioni (specialmente se sono presenti più figli o minori disabili) garantite dal Comune. E aggiunse: «È importante parlare di tariffe ma anche di qualità».