Un gioiellino in sette puntate

Con “Run” si può scappare dalle solite serie tv (c’entra Phoebe Waller-Bridge)

Diciassette anni dopo il liceo due ex innamorati si danno appuntamento in stazione, a New York, per attraversare gli Stati Uniti in treno

Con “Run” si può scappare dalle solite serie tv (c’entra Phoebe Waller-Bridge)
21 Maggio 2020 ore 09:00

Vi abbiamo già parlato altre volte di Phoebe Waller-Bridge. Così tante volte che abbiamo anche imparato correttamente lo spelling senza verificare su Google. Ma non siamo gli unici. Pochi artisti stanno avendo suo il successo, del resto, e non si tratta di un fenomeno squisitamente commerciale, anzi. Sa divertire ma non strizza di certo l’occhio al grande pubblico. Eppure nell’ultima stagione degli award americani, la geniale sceneggiatrice e interprete della serie “Fleabag” ha vinto tutto ciò che si poteva vincere. Ora è di nuovo in tv con una nuova serie Hbo non ancora arrivata in Italia: “Run”. Il prodotto è firmato Vicky Jones, conosciuta da Phoebe sul set di “Crashing” (2016) e con cui ha fondato la compagnia teatrale DryWhite, che ad oggi dà vita a svariati spettacoli al Soho Theatre di Londra. Waller-Bridge figura solo come produttrice esecutiva, ma dalla quinta puntata (in totale sono sette episodi, da mezz’oretta circa l’uno) la vediamo sullo schermo in un delizioso cameo da tassidermista, impegnata a raccogliere animali morti nel bosco.

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In Italia, dicevano, la serie non c’è, ma la si può cercare in Rete in inglese e approfittare dei siti che creano file di sottotitoli (anche in italiano) da incorporare nel video. “Run”, a metà strada tra un thriller e una commedia, ruota attorno a due protagonisti, Billy e Ruby, interpretati da Domhnall Gleeson, protagonista dell’ultima trilogia di “Star Wars”, e da Merritt Wever, già vista in “Unbelievable” su Netflix.

L’idea di partenza è questa: sarà capitato a tutti di trovarsi in una situazione noiosa o in una relazione deteriorata. Pensate allora se un vostro amico vi si avvicinasse per sussurrarvi «scappa» (che in inglese si dice “run”, corri). È quello che si erano ripromesse di fare Vicky Jones e Phoebe Walle-Bridge qualche anno fa. Quel patto tra migliori amiche è diventato una serie tv. «È stata un’idea che abbiamo coltivato, che ci ha fatto sentire al sicuro, anche se penso che mai l’avremmo fatto. Ci sarebbe sempre stato qualcuno con cui poter scappare, abbiamo ipotizzato, qualcuno con cui avresti preferito stare piuttosto che con chiunque altro al mondo», ha ipotizzato la Jones in un’intervista.

I protagonisti, in “Run”, sono due amici un tempo innamorati, che diciassette anni prima, ai tempi del college, si erano fatti una promessa. Se uno dei due avesse mandato un messaggio con scritto «run» e l’altro avesse risposto entro 24 ore, si sarebbero dovuti incontrare alla Grand Central Station di New York e partire insieme per un viaggio in treno attraverso l’America.

I sette episodi sono filmati quasi esclusivamente in interni, tra i vagoni del treno che porta i protagonisti lontani dalle loro vite attuali. Lo show si muove a 100 miglia all’ora e le variazioni di tono sono altrettanto veloci. Tanti gli spunti spiazzanti, tante le situazioni spassose. Si ride e si piange (ma sempre col sorriso), e soprattutto non ci si annoia. I protagonisti non hanno la vita peggiore del mondo, anzi. Ma sono frustrati. E per cambiare le cose scappano.

Il genere di riferimento non esiste più, perché c’è tutto e niente. I dialoghi sono serrati, le musiche di Dickon Hinchliffe (“Peaky Blinders”) efficaci, come le canzoni sui titoli di coda. I due attori reggono sulle spalle una serie che, vista l’ambientazione circoscritta, rievoca quelle atmosfere teatrali parte integrante del successo di “Fleabag”, e scusate se è poco.

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