San Paolo d'Argon

Il vaudeville francese spopola (se tradotto in dialetto bergamasco)

Idea di successo della compagnia Franco Barcella

Il vaudeville francese spopola (se tradotto in dialetto bergamasco)
14 Gennaio 2020 ore 15:00

di Bruno Silini

Prima hanno sperimentato la commedia coltivata con humor anglosassone: Ray Cooney (“Il letto ovale” e “Se devi dire una bugia, dilla grossa”), Neil Simon (“Rumors”), Michael Frayn (“Rumori fuori scena”), John Chapman & Dave Freeman (“Chiave per due”) e Anthony Marriot & Alistair Foot (“Niente sesso, siamo inglesi”). Poi, era pressoché inevitabile che la compagnia di teatro dialettale “Franco Barcella” di San Paolo d’Argon si imbattesse in Georges Feydeau e le sue farse caratterizzate da effetti esilaranti dovuti a un puzzle, matematicamente concepito, di fraintendimenti, tradimenti e situazioni ambigue. L’ottimo successo del 2017 (24 repliche) con “Sarto per signora”, e la buona prestazione dell’anno scorso “con Chat en poche” (Gatto in tasca), hanno avallato il cambio di rotta nella direzione del vaudeville francese di fine Settecento. Sempre e comunque interpretando i testi originali in dialetto bergamasco. Il 15 gennaio (festa patronale di San Mauro), in prima assoluta alle 20.45 nell’auditorium comunale di “San Paolo d’Argon”, gli attori diretti dal regista Davide Bellina mettono in scena “Barbèi, bösge e tentassiù” ovvero “Farfalloni, bugie e tentazioni”. Ancora tanto vaudeville d’oltralpe, però con contaminazioni derivate dalla farsa napoletana di fine Ottocento.

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Considerato l’overbooking di prenotazioni, la commedia sarà replicata in paese tutti i fine settimana di gennaio. Si tratta di due atti originali scritti da Alessandra Acerbis e Mirko Bena, autori nella doppia veste di interpreti. Anche in questo caso si avverte la rivoluzione operata da Bellina nel mutare il repertorio della compagnia fondata oltre 50 anni fa da un quartetto di amici con la passione per il teatro: Luigi e Piera Signorelli, Egidio Cardinali e Franco Barcella. Dall’esordio con un classico della commediografia autoctona come “Gioanì Castigamacc” si è passati, negli ultimi anni, ad interpretare testi delocalizzati dal contesto puramente orobico. «Durante la sua lunga storia – precisa Bellina – la compagnia ha rappresentato in numerose stagioni i testi più noti della tradizione bergamasca. L’obiettivo di questi anni, forse un po’ naïf, è quello di offrire, anche nei teatri dei nostri paesi, con l’alibi del bergamasco, testi da antologia della commedia – classica o moderna – difficilmente proponibili, con esito di pubblico, in lingua nazionale».

“Barbèi, bösge e tentassiù” racconta di Natale, Pasquale ed Emilio. Sono i tre farfalloni che nonostante la loro situazione familiare, non disdegnano le tentazioni della vita adulterina. Ma dovranno fare i conti con Ursula, donna forte e autoritaria, la quale tiene le redini di tutta la famiglia, poiché ricca proprietaria e amministratrice di tutta la casa e di chi ci abita. «La commedia – riprende Bellina – ruota intorno alle debolezze del maschio sposato che si concede divertimenti extraconiugali e quello della moglie ferita nell’orgoglio e giustamente restia al perdono. Topica è anche la falsa solidarietà tra i fedifraghi che a causa della loro ipocrisia si troveranno coinvolti loro malgrado in un finale inaspettato». Il 5 aprile (15.30) lo spettacolo sarà presentato anche al Teatro Sociale di Bergamo nell’ambito della rassegna “Bergamo va a teatro” organizzata dal Ducato di Piazza Pontida. La prevendita dei biglietti è attiva all’auditorium comunale di San Paolo d’Argon, le domeniche 12 e 19 gennaio (9.30/11.30) Inoltre botteghino aperto tutte le sere da lunedì a venerdì (20/22). Biglietto: 7,5 euro (intero) – 4 euro (ridotto fino a 10 anni). Prenotazioni al 339 1093572.

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