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Quattro serie horror (più una) che meritano di essere viste

Per gli amanti di schizzi di sangue e presenze paranormali è sempre molto difficile trovare qualcosa di davvero appetibile da guardare

Quattro serie horror (più una) che meritano di essere viste
27 Marzo 2020 ore 09:00

D’accordo, già quello che sta succedendo fuori è un incubo vero. Ma l’horror è sempre un buono modo per spegnere la testa, sempre che il genere piaccia. Che poi anche per gli amanti di schizzi di sangue e presenze paranormali è sempre molto difficile trovare qualcosa di davvero appetibile da guardare. Ma non c’è da disperare. A un quartetto di proposte relativamente nuove affianchiamo un grande “classico”, dai risultati altalenanti nelle diverse stagioni.

Marianne. Serie francese di Netflix. Gli otto episodi della prima e unica serie (è stata immeritatamente cancellata) raccontano la storia di Emma, una giovane scrittrice che cerca di farsi strada nel mondo della letteratura horror quando a un certo punto scopre che ciò che scrive avviene anche nella vita reale. Tutto ciò si lega a una figura stregonesca che la perseguita fin dalla sua infanzia. “Marianne” ha tentato di tenere in equilibrio l’idea di realizzare una serie horror di un certo livello, non attaccata alle trovate capaci di suscitare un pizzico di paura unicamente in una frangia di spettatori adolescenti, con la possibilità di tenere comunque incollato allo schermo un pubblico giovane. Bel tentativo, audience insufficiente.

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Kingdom. La Corea del Sud continua a dare delle gioie, non solo nel campo dei lungometraggi. La serie è scritta da Kim Eun-hee, che l’ha tratta dal suo fumetto “The Kingdom of Gods”, e diretta da Kim Seong-hun. Ambientata nel periodo medievale denominato Joseon (a partire cioè dal 1300), la storia racconta del principe ereditario Yi-Chang, del suo coinvolgimento in un complesso intrigo di corte e anche del suo tentativo di fermare una misteriosa epidemia che sta devastando le campagne del regno. Quanto il protagonista trova suo padre tramutato in una creatura mostruosa si comprende la vera natura della pandemia: trasforma in zombie. Su Netflix

Castle Rock. La serie antologica prodotta J.J. Abrams e Stephen King continua ad esplorare le ambientazioni e i personaggi dei romanzi di Stephen King nella sua seconda stagione, disponibile (come la prima) su  Starzplay, canale di AppleTv. Al centro dei nuovi episodi l’infermiera Annie Wilkes, resa celebre da Kathy Bates nel film del 1990 “Misery Non Deve Morire”. Ad interpretarla Lizzy Caplan (“Masters of Sex”). La città inventata del Maine, Castle Rock, è stata un’importante presenza nella carriera letteraria di King: “Cujo”, “La Metà Oscura”, “It” e “Cose Preziose”, come la novella “The Body” e numerosi racconti come “Rita Hayworth” sono ambientati a Castle Rock o contengono riferimenti ad essa.

Lore. Non è una vera e propria serie tv, quanto piuttosto una docu-serie dedicata ai misteri e alle leggende inquietanti che popolano la nostra cultura, disponibile su Amazon Prime. Tutto parte dal podcast di Aaron Mahnke: vengono scandagliati gli episodi più agghiaccianti del passato, sottolineando come alcuni eventi reali abbiano dato vita a leggende horror o come fatti ambigui siano stati percepiti come l’intervento terreno di forze soprannaturali. La presentazione è affascinante grazie alla voce narrante, alle scene in costume e alle illustrazioni (splendide): prendono vita i vampiri, le streghe, i licantropi, i fantasmi, le bambole possedute e via dicendo.

American Horror Story. La prima puntata risale al 5 ottobre 2011. “American Horror Story”, poi, non si è più fermata: è stata trasmessa la non stagione ed è stato firmato un rinnovamento fino alla 13esima. La vera chicca è la seconda stagione, “Asylum”.  Ambientata nel manicomio di Briarcliff, racconta la storia di alcuni pazienti, delle suore che lavorano nell’istituto, del serial killer soprannominato Bloody Face e di una giornalista, Lana Winter (Sarah Paulson), che s’intrufola a Briarcliff per indagare sulle voci che riguardano punizioni corporali molto severe e, addirittura, di esperimenti proibiti e mostruosi sui pazienti. Fra medici sadici (indimenticabile il dottor Arden, il grande James Cromwell) e segreti inconfessabili, Lana scoprirà orrori indicibili. Eccezionale Jessica Lange nei panni di una contradditoria “madre superiora” del manicomio. Da incorniciare le scene da musical.

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