Alborghetti (Olimpia) durissimo contro la Lega Pallavolo: «Stipendi, uno schifo imbarazzante»
Il centrale bergamasco contesta duramente la linea guida indicata per le retribuzioni dei giocatori, che penalizza soprattutto i tesserati di A2 e A3

Dopo diverse settimane dall'ultima gara ufficiale disputata, la Lega Pallavolo Serie A ha fissato le linee guida per la riduzione dei compensi dato che la stagione non è arrivata al termine.
Nel comunicato diramato dalla succitata Lega, si apprende che le Consulte di A1, A2 e A3 hanno preso atto che il confronto fra Commissione e procuratori non ha portato a un accordo quadro sulla riduzione degli ingaggi. Pertanto, la Lega ha disposto delle linee guida che prevedono:
- per Superlega: nessuna decurtazione per i compensi netti complessivamente pattuiti con i tesserati per la stagione sportiva 2019/2020 di importo sino a 20.000 euro, decurtazione del 30% dei compensi netti complessivamente pattuiti con i tesserati per la stagione sportiva 2019/2020 di importo superiore a 20.000 euro (con impossibilità quindi di scendere sotto la soglia di minimo garantito pari ad € 20.000,00);
- per A2 e A3: decurtazione del 25% dei compensi netti complessivamente pattuiti con i tesserati per la stagione sportiva 2019/2020.
In soldoni, chi ci rimette di più sono i tesserati delle categorie minori che, pur ricevendo un compenso decisamente più basso rispetto ai colleghi di Superlega, vedono decurtarsi una sostanziosa fetta.
La decisione non è stata assolutamente digerita da diversi atleti del settore, fra cui il centrale dell'Olimpia Bergamo Paolo Alborghetti che, senza peli sulla lingua, ha commentato la decisione con un commento sotto al post della Lega Pallavolo Serie A:
«È uno schifo imbarazzante. Il mio sport è differente... questa frase è giustissima! Siamo differenti perché la prendiamo sempre in quel posto! Ci chiedete impegni da professionisti, di giocare a Natale, di giocare infrasettimanale arrivando cotti e imbottiti di farmaci per la fase finale del campionato, pretendete ogni anno dalle società cifre assurde per tesseramenti, tasse gare, fideiussioni, licenze videocheck... Avete creato l'A3 solo per rubare altri soldi alle società per pomparle di essere in Serie A. Adesso che le stesse sono in difficoltà l'unica cosa che siete in grado di fare è dire: "va beh, risparmiate togliendo i soldi ai giocatori" invece di avere buonsenso e restituirli voi!
Non parliamo poi degli allenatori, ogni anno obbligati a versare un sacco di altri soldi tra aggiornamenti, rinnovo cartellini alla federazione. Insomma, siete lo specchio di questa Italia. Sono 7 anni di Serie A che faccio e oltre all'ansia di farmi male (e spesso mi è capitato di pagare a MIE spese le cure mediche, risonanze, etc...) mi ritrovo ogni anno a dover rincorrere dirigenti, presidenti, assistenti e chi più ne ha più ne metta per sapere (sapere, attenzione, non obbligare) quando arriveranno 'sti benedetti soldi. La passione è una cosa, l'umiliazione è un'altra. Togliere il 25% ai giocatori di A2 e A3 lo trovo vergognoso. Non so se sapete, ma la maggior parte dei giocatori di queste categorie è sotto i 20mila annui (addirittura le panchine arrivano a stento a 6000 annui). Mentre se in Superlega prendi 20mila euro stai tranquillo che li vedi tutti. Facile togliere il 30% a chi guadagna 100mila euro l'anno!
Invece di accogliere la bellissima proposta dei procuratori togliendo una percentuale variabile in base al tipo di introito garantendo comunque il 100% a chi è sotto una determinata cifra (e quella minima era davvero minima...), no! Vi facciamo parlare tanto alla fine decidiamo noi. I pesci piccoli ne usciranno senza testa ma non saranno problemi nostri. "Anzi! Se vi ribellate dal prossimo anno toglieremo addirittura la causale del versamento da parte delle società entro il 20 giugno del 90% dei vostri stipendi!". Cosa pensate, che tra noi giocatori non ci parliamo?!? Ricordatevi che se lo spettacolo va avanti è merito NOSTRO, noi scendiamo in campo. P.S.: è da febbraio che non prendiamo uno stipendio. Ad maiora...».