ALÀ, CÓR!

I gruppi podistici sono la bellezza della corsa (a partire dai loro nomi)

La lista è incompleta, ma troviamo le Tartarughe, i Fò d’i pé, i Saiocc, gli Stöf, i Pè piacc e molti altri ancora

I gruppi podistici sono la bellezza della corsa (a partire dai loro nomi)
Bergamo, 14 Settembre 2020 ore 00:46

Di Marco Oldrati

Certo, tutti qui a dire che si parla di running, di gel, di aminoacidi, di bevande isotoniche, ma … a Bergamo si correva anche senza bisogno di inglese e di parole difficili! La prova sta nel fatto che – non ce ne voglia Vecchio Daino, il linguista orobico della nostra testata, se gli “rubiamo” un po’ di lavoro – il mondo della corsa fra Adda e Oglio ha parlato prima dialetto che italiano e inglese, come testimoniano numerosi “reperti”. I nomi stessi delle corse domenicali, in cui abbondano espressioni come “Quater pass”, “’Nturen”, “’Nsema”, “Sö e zó” sarebbero già sufficienti, ma c’è molto di più a lasciare il marchio della genuinità nei chilometri percorsi correndo dai nostri conterranei.

Infatti l’elemento più caratteristico è nei nomi dei gruppi di corridori, che oggi si chiamano Runners Bergamo o Podisti Insonni o Atletica Lazzaretto, ma nei “dintorni” hanno ben altre e significative denominazioni: la lista è sicuramente incompleta, ma troviamo le Tartarughe, Fò d’i pé, i Saiocc, gli Stöf, i Pè piacc e molti altri ancora. Il gruppo nasce spesso fra amici, a ridosso di una manifestazione che li aggrega come organizzatori e li impegna ad offrire ad altri quel che altri in altre domeniche dell’anno offrono a loro.

Una reciprocità impressionante, che abbiamo già avuto modo di raccontare in alcuni articoli e sulla quale torneremo presentando senza una cadenza precisa, ma con una volontà chiara di esplorare non solo l’esperienza dei singoli che corrono, ma anche quella dell’aggregazione prodotta dalla corsa, un’aggregazione che è agonistica, sì, ma anche e soprattutto amicale, familiare, campanilistica nel senso buono del termine. Se potete pensare a qualcosa che ha a che fare con lo sport, ma ha dello sport la sua parte migliore nella capacità di unire le persone indipendentemente da ceto, razza, età, professione, pensate a questi gruppi, che sono la quintessenza della solidarietà intesa nel senso più puro e meno competitivo.

E se vi sono piaciute le storie dei singoli corridori, speriamo vi piacciano anche quelle – molto radicate nella nostra terra – dei gruppi e dei loro componenti.

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