Alà, cór!

Il miglior amico del corridore? Sempre il cane. Parola di Zampe Selvagge

La storia di Erica e Yuki, un pastore australian kelpie che è suo alleato sui percorsi più vari. E di un gruppo di appassionati

Il miglior amico del corridore? Sempre il cane. Parola di Zampe Selvagge
Sport Bergamo, 03 Febbraio 2021 ore 03:04

di Marco Oldrati

La favola dell’amicizia fra un uomo e un cane ha radici lontane nel tempo, da Argo, il cane di Ulisse, a Buck, l’eroe di Jack London, ma l’amicizia fra uomo e cane non ha confini: ce lo dice Erica, che con il suo cane è stata davvero dappertutto, ma da qualche anno, precisamente sei, corre in compagnia. Di chi? Di Yuki, un pastore australian kelpie che è suo alleato sui percorsi più vari.

Dalla sgambata sulla pista ciclabile del Serio ai brevi trail in direzione dei colli della Tribulina e della Bastia Erica e Yuki hanno fatto l’esperienza necessaria per fare il balzo verso le corse agonistiche e dopo qualche esperienza nel canicross è approdata ai trail sulle nostre montagne e non solo.

La passione di Erica per i quattro zampe è “antica”, i cani sono una costante nella sua vita fin da giovane, ma la scoperta della corsa ha segnato una svolta. «Ho conosciuto una persona davvero speciale, Stefano Viganò, un ragazzo che insieme ai suoi cani aveva realmente fatto di tutto, che mi ha insegnato moltissimo su come rapportarmi con l’animale e come addestrare lui e me stessa a questa convivenza sportiva».

Una disciplina che parte innanzitutto dalla conoscenza dell’animale. Può sembrare scontato, ma vale la pena dirlo chiaramente: ci sono cani più adatti e altri meno (e alcuni inadatti) a correre. La taglia minima di un cane che corre con te è nell’ordine dei quindici chilogrammi, ma ci sono anche strumenti da utilizzare per poter correre serenamente con un cane, un imbrago e un guinzaglio con un minimo di elasticità, della lunghezza di un metro e mezzo e più, ma più di tutti gli strumenti conta la sintonia con l’animale e il rispetto delle sue caratteristiche.

Il cane infatti corre su terreni non asfaltati perché le sue zampe hanno un grip naturale sul terreno sterrato e minore rischio di lesioni e – soprattutto – il cane corre serenamente in condizioni di temperatura non superiori ai 20 gradi: quando la temperatura sale, il rischio è che l’animale subisca addirittura colpi di calore e non pensate di risolvere la cosa facendolo bere, potrebbe avere problemi molto gravi, fino alla morte. L’ideale è che possa bagnarsi, in un fiume, in un torrente, oppure – se correte d’estate – fatelo in zone ombrose e fresche e in orari in cui non ci sia umidità eccessiva. Se permettete, si tratta di regole che non valgono solo per il cane, ma anche per l’uomo, quindi se lo considerate un amico, trattatelo come trattereste voi stessi, evitate di farvi ammazzare voi e il vostro compagno quadrupede a temperature sopra i 30 gradi!
La svolta che ha portato il piccolo gruppo di appassionati bergamaschi a trasformarsi in un team agonistico è stata la prematura scomparsa di Stefano Viganò e il desiderio di ricordare per sempre la sua passione e diffonderla sul territorio bergamasco.
Da qui è nata un trofeo a lui dedicato il Trofeo Viga The Top, che ha avuto la sua prima edizione 3 anni fa intorno al castello di Malpaga, ma la fantasia e la voglia di scoprire nuovi spazi non si è fermata lì. «Abbiamo cominciato a chiedere con molta prudenza e attenzione ad alcuni organizzatori di corse se potevamo partecipare con i nostri animali e abbiamo trovato un modus convivendi interessante che ci ha permesso di vivere la nostra passione insieme a tutti gli altri corridori, non solo nelle tapasciate domenicali, ma anche nel mondo sempre più ampio dei trail, portando noi stessi e i nostri compagni di avventura in giro per le montagne».

Uno sport come la corsa richiede una grande armonia e capacità di “sentire” il proprio corpo, quando si corre in binomio questo vale ancora di più e tanto più quanto più è impegnativo il terreno. «Ma si sviluppa un’intesa, una complicità che è conoscenza reciproca, per cui il cane impara a correrti a fianco nei tratti difficili e tu impari a lasciargli vivere l’esperienza dello spazio sconfinato della montagna in maniera simbiotica con te. C’è molto di più che un semplice “uscire con il cane”, c’è una complicità che ha pochi termini di paragone, anzi, è da provare per capirla o quantomeno per provarci».

Una complicità che porta a gemellaggi inattesi e straordinari, come quello che ha unito Zampe Selvagge agli Alpini di Ornica, dove una corsa domenicale ha ospitato anche le coppie bipede-quadrupede in una festa che il team ora si augura che si possa ripetere ogni anno e che spinge Erica a sperare in un futuro in cui non solo gli adulti, ma anche i giovani colgano questa opportunità: «Un’opportunità che è anche un senso della misura e della grandezza di quel che ci circonda: correre con un cane significa trovare sintonia con lui e con il colossale regalo di cui godiamo in particolare qui nelle nostre zone, quello di una natura che ospita le nostre corse regalandoci la possibilità di uscire di casa e fare anche venticinque chilometri nei boschi».

Mica roba per tutti, roba per bergamaschi. E per i loro cani.

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