Internazionali di Tennis di Bergamo, il resoconto della prima giornata e il programma di oggi

Foto di Antonio Milesi
È iniziata ieri, lunedì 17 febbraio, l'edizione 2020 del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo. Tra i protagonisti, anche un italiano a cui Bergamo è particolarmente legata: Luca Vanni. Dodici mesi fa, Vanni otteneva il suo miglior risultato qui, un piazzamento nei quarti. Nonostante le buone prestazioni, era preoccupato per le condizioni del ginocchio destro. Gli provocava dolore, lo costringeva a imbottirsi di antidolorifici. Aveva ancora fiducia nei trattamenti conservativi, ma da lì a poco la situazione sarebbe diventata insostenibile: ad aprile si è operato, interrompendo l'attività per tre mesi. Il 6-1 6-2 ottenuto contro Ornago può essere un buon punto di partenza per un anno importante anche sul piano personale (a settembre si sposerà con la storica fidanzata Francesca), anche se l'attuale classifica non è delle migliori (n.446 ATP) e il rallentamento delle superfici non gioca a suo favore. «In passato ho avuto paura di smettere, ma se sono ancora qui significa che ci credo ancora. In fondo ci sono tanti esempi di giocatori che, al loro livello, sono andati avanti a lungo. Federer va per i 39 anni...».

L'obiettivo del 2020 è più che fattibile: tornare tra i top-200 ATP, in modo da giocare senza patemi tutti i Challenger, le qualificazioni ATP e mettere il naso degli Slam («Al giorno d'oggi, anche le qualificazioni sono molto remunerative»). Sono trascorsi cinque anni esatti dalla favola di San Paolo, quando da perfetto sconosciuto colse una storica finale al torneo ATP. Sarebbe bello festeggiare la ricorrenza con un grande risultato a Bergamo.
Delusione invece per un altro italiano in gioco, Matteo Gigante. Il giovane romano, classe 2002, è arrivato a pochi centimetri da un successo inatteso contro Arthur De Greef (n.288 ATP), semifinalista nella passata edizione. Nel 6-7 7-6 7-5 finale, Gigante ha avuto cinque matchpoint, i primi quattro sul 7-6 6-5 e servizio: rammarico per il primo, in cui aveva tirato un ace: il belga si era già incamminato verso la rete per la stretta di mano, ma la palla era fuori. A quel punto, Gigante (all'esordio assoluto nel circuito Challenger) ha un po' tremato e si è fatto riprendere, cedendo il tie-break. Ancora emozioni nel terzo: l'azzurro ha avuto un problema muscolare alla coscia sinistra, trovandosi costretto a giocare quasi da fermo per metà parziale. Nonostante tutto, sul 5-4 aveva un altro matchpoint. L'occasione svaniva su una discesa a rete di De Greef, su cui l'italiano tentava un pallonetto ravvicinato che finiva lungo. Sfumata l'ultima chance, veniva abbandonato dalle ultime energie mentali e cedeva rapidamente gli ultimi due game. Davvero un peccato, perché Gigante ha sorpreso in positivo: mancino, con un bel rovescio a due mani, adotta una gestualità molto personale, che ricorda un po' quella dello slovacco Martin Klizan.

Il resto della giornata ha offerto buoni risultati per l'Italia: l'eterno Andrea Arnaboldi (semifinalista nel 2014 e alla settima apparizione bergamasca) ha evitato complicazioni contro lo slovacco Lukas Klein (7-6 6-4 lo score) e al secondo turno se la vedrà con il francese Constant Lestienne. Ok anche Raul Brancaccio: il campano ha avuto bisogno di un set per prendere le misure al turco Altug Celikbilek, poi ha dominato alla distanza. Adesso, per lui, ci sarà un derby contro Matteo Viola. A proposito di sfide tutte azzurre: sarà il giovanissimo Giulio Zeppieri (classe 2001) a sfidare Roberto Marcora. Marcora è tra i favoriti del torneo ed esordirà contro il 18enne di Latina, che ha avuto un compito più difficile del previsto contro l'altro baby azzurro Flavio Cobolli. In un match terminato alle 20 passate, Zeppieri si è imposto 6-3 3-6 7-6, soltanto 11-9 al tie-break.
In serata, invece, gusto amaro per l'Italia. Baptiste Crepatte per il secondo anno consecutivo ha “ammazzato” le speranze del pubblico del Trofeo Perrel-Faip. Lo scorso anno aveva estromesso Dustin Brown, uno degli idoli del Pala Agnelli. Si è ripetuto nel 2020, lasciando appena cinque giochi a uno spento Lorenzo Musetti. C'erano grandi aspettative per il baby azzurro, che tra meno di venti giorni diventerà maggiorenne, specie dopo il buon torneo giocato a Cherbourg. Invece è arrivata una brutta sconfitta, troppo netta per essere vera. Musetti è rimasto in campo poco meno di un'ora, sconfitto con un severo 6-3 6-2. In precedenza, l'Italia aveva però festeggiato grazie al bel successo di Andrea Vavassori: col suo gioco super-offensivo, il torinese ha deliziato il pubblico con tantissime belle giocate. Ha anche annullato un matchpoint nella partita vinta contro Alex Molcan, chiusa 7-6 6-7 7-5. Il programma è poi terminato alle 23.49 con la vittoria di Illya Marchenko. L'ex n.49 ATP (che soltanto tre anni e mezzo fa raggiungeva gli ottavi allo Us Open) ha superato 6-4 3-6 6-1 un coraggioso Andrea Pellegrino. Nel programma odierno (martedì 18), in campo otto azzurri e l'esordio da professionista di Leo Borg, in un match apparentemente proibitivo contro l'ex n.1 junior Chun-hsin Tseng.