Trofeo Perrel-Faip

Telecamere e curiosità agli Internazionali di Tennis di Bergamo: ha giocato il figlio di Borg

Telecamere e curiosità agli Internazionali di Tennis di Bergamo: ha giocato il figlio di Borg
Bergamo, 19 Febbraio 2020 ore 09:52

Giornalisti. Telecamere. Troupe televisive. Curiosità. Può bastare un cognome per scatenare tutto questo? Certo, se il soggetto in questione è Leo Borg, figlio del mitico Bjorn, vincitore di undici Slam tra gli anni ’70 e ’80, uno dei più grandi tennisti di sempre. Leo Borg non dimenticherà il Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (46.600€, Greenset), teatro del suo primo match da professionista, ancora prima di frequentare le forche caudine del circuito ITF. La permanenza agonistica di Leo al Pala Agnelli è durata 45 minuti, il tempo di incassare un severo 6-3 6-1 da Chun-Hsin Tseng, detto “Jason”, due anni più grande di lui ma già con notevole esperienza. Col suo pressing da fondo, un tennis ad alta intensità, il taiwanese ha soffocato le trame tutto sommato semplici di Borg, la cui gestualità ricorda quella del padre soltanto nelle fantasie degli appassionati meno giovani. Al contrario, la somiglianza fisica è impressionante. Osservandolo da vicino, si intuisce come mai lo abbiano scritturato per impersonare il padre nel film-cult Borg vs. McEnroe. Il piccolo Borg gioca bene, è legittimo aspettarsi una discreta carriera. Fino a dove, non si sa.

Sky intervista Leo Borg

«All’inizio è stato un po’ difficile gestire i paragoni con mio padre, ma adesso è tutto ok» dice, come a sviare qualsiasi discorso riguardante il papà-campione. «Certo che abbiamo parlato prima di questa partita – continua – mi ha detto di godermi l’attimo, di divertirmi e non pensare alla vittoria o alla sconfitta». Che poi sono i consigli di sempre, di un padre che sta a debita distanza da un progetto tecnico che trova sfogo presso la KLTK Academy di Stoccolma. Quando gli si chiede cosa ha imparato da questa esperienza, risponde sicuro: «Che non sono troppo distante da questo livello». Avrà tante altre occasioni, anche se non sembra baciato da chissà quale talento. Di lui colpisce la freddezza, una maturità inusuale per un ragazzo della sua età. Il ghiaccio si scioglie appena quando gli fanno il nome della madre, Patricia Ostfield, che – dice la leggenda – si mise a piangere quando Leo decise di giocare a tennis. «Avevo 6 anni, sinceramente non ricordo – dice, con l’occhio finalmente vispo – però adesso è super-contenta di quello che faccio e mi ripete di divertirmi». Quanto al padre, sostiene di non averlo mai visto giocare: «In tutta la mia vita non è mai capitato di cercarlo su YouTube o rivedere una sua vecchia partita». Al contrario, non ha dubbi nell’individuare il suo idolo in Rafael Nadal per lo spirito con cui scende in campo.

Andrea Arnaboldi

A proposito di figli d’arte, nell’immediato c’erano più aspettative per Julian Ocleppo, figlio di Gianni , ex numero 30 ATP. Reduce dal miglior risultato in carriera, la semifinale al Challenger di Bangalore, il piemontese si è arreso al ceco Pavel Nejedly in una brutta partita, figlia del lungo viaggio dall’India. Troppi errori e una condotta tattica non troppo lucida, almeno nel primo set, hanno infiocchettato il 6-2 6-4 per Nejedly (che aveva perso nelle qualificazioni ed era stato ripescato grazie al forfait di Nedovyesov). Chi ha già centrato un posto negli ottavi è Luca Vanni: confermando le buone sensazioni della prima giornata, ha tenuto a distanza il talentuoso Tristane Lamasine, semifinalista nel 2019. Vanni è stato impeccabile fino al 6-3 4-2, poi ha cancellato l’unico momento di distrazione (controbreak e aggancio sul 4-4), infilando l’allungo decisivo che gli garantisce un giorno di riposo prima di sfidare il vincente di Galovic-Couacaud. È terminata l’avventura di Andrea Vavassori: alla seconda maratona consecutiva, il torinese si è arreso a un giocatore fresco ed esplosivo come il ceco Zdenek Kolar. Hanno chiuso la giornata del 18 febbraio Lorenzo Giustino e Nino Serdarusic con un match combattutissimo, vinto dall’italiano 6-7 6-3 7-6. In precedenza, aveva dato una gioia al pubblico il lombardo Andrea Arnaboldi. Nell’ultimo match della sessione pomeridiana, ha superato in rimonta il temibile Constant Lestienne 2-6 6-2 6-3.

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