«L'adrenalina non passa mai»

Una vita sui pattini, Giulia Tartari di Treviolo è la campionessa italiana

La ventitreenne è salita sul gradino più alto del podio il 24 giugno, durante i Campionati Nazionali tenutisi a Massa

Una vita sui pattini, Giulia Tartari di Treviolo è la campionessa italiana
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di Monica Sorti

È Giulia Tartari, di Treviolo, la campionessa nazionale di pattinaggio artistico a rotelle della specialità a formula F6C. La ventitreenne è salita sul gradino più alto del podio il 24 giugno, durante i Campionati Nazionali che si sono tenuti a Massa, dopo aver vinto il 7 aprile il campionato provinciale Uisp ad Almenno San Bartolomeo e il campionato regionale a Vanzaghello, il 28 aprile.

Il suo, per questo sport, è un amore di vecchia data. «Ho iniziato a pattinare in prima elementare ma ho imparato a stare sulle ruote della bicicletta a due anni e mezzo. Poi sono passata ai roller e in seguito ai pattini vecchio stile - racconta la campionessa -. Andavo alle elementari a Curnasco, mi venivamo a prendere i nonni e mi portavano al parco. Nel tragitto passavamo davanti al palazzetto del pattinaggio e io vedevo queste ragazze bellissime danzare e volteggiare, e dicevo che avrei voluto farlo anch’io». Quando a settembre, che è il mese delle prove, Giulia si è presentata a Le Corti di Treviolo, è stato amore a prima vista.

Un amore che è poi proseguito negli anni, nonostante le fatiche e le difficoltà. «Ho passato le superiori con alti e bassi, perché non è sempre stato facile coniugare lo studio e gli allenamenti, ma ho sempre cercato di incastrare il pattinaggio nella mia vita».

Anche ora, che ha appena terminato la triennale in Scienze dell’educazione di servizi per la prima infanzia e lavora come educatrice in un centro di psicomotricità, dopo una prima esperienza come educatrice di nido, e sta per conseguire il master in psicomotricità.

«Questo sport mi ha permesso di credere tanto in me stessa e mi ha temprata per affrontare le sfide quotidiane e scolastiche - dichiara Giulia -. L’adrenalina e l’emozione della gara non passano mai, anche crescendo».

Ora le sue esibizioni in pista si focalizzano sul singolo, mentre in passato ha gareggiato anche in quartetto e in gruppo. «Ho deciso di concentrarmi solo su questa specialità, che è quella che più mi piace, perché riesco a tirare fuori tutte le emozioni che ho dentro, ma anche per ridurre le ore di allenamento».

Le sue esibizioni sono sempre di grande impatto, e in questo le dà una grossa mano il corso triennale di teatro che ha frequentato. «Al di là del punteggio e della classifica, voglio arrivare con le emozioni ai giudici e al pubblico». (...)

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