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Val Seriana

Il cerchio del Sentiero delle Orobie si chiude passando da Colle Palazzo e Piazzolo

Nuova variante che permette un più agile ritorno ad Ardesio

Il cerchio del Sentiero delle Orobie si chiude passando da Colle Palazzo e Piazzolo
Escursioni Val Seriana, 16 Dicembre 2020 ore 00:05

Non si fermano i progetti del Club Alpino Bergamasco. Anche in questi mesi di pandemia l’associazione continua a guardare in direzione delle nostre montagne, proponendo progetti e concorsi, valorizzando le bellezze del nostro territorio e il fascino delle vette di casa: le Orobie. «Dobbiamo pazientare ancora per qualche tempo: ci attendono mesi all’insegna dell’attenzione, della prevenzione e del buonsenso - commenta Paolo Valoti, presidente del Club Alpino di Bergamo. -. Stiamo mordendo il freno, ci piacerebbe essere ancora più partecipi sul territorio. Negli ultimi mesi ci siamo riorganizzati, proponendo serate culturali ed eventi in streaming, con temi legati al mondo della montagna. Purtroppo, la palestra d’arrampicata del Palamonti è chiusa da febbraio. Per tutti gli iscritti è un centro di aggregazione, il vero motore sociale del Cai bergamasco. Siamo riusciti a riaprire solo per pochi giorni, a meta ottobre. A malincuore queste attività saranno tutte posticipate al 2021».

Nel frattempo il Club Alpino guarda avanti. Tra i progetti appena conclusi una nuova variante del Sentiero delle Orobie Orientali, che chiude in modo più sicuro e agevole il famoso percorso ad anello. «Il Sentiero delle Orobie è l’Alta Via per eccellenza, uno spettacolare tracciato che permette di collegare tutti i nostri rifugi in quota. Potremmo definirlo un’infrastruttura, indispensabile per promuovere la frequentazione consapevole delle nostre valli e montagne. La nuova variante, individuata e realizzata con la Sottosezione Cai Alta Valle Seriana, permette il ritorno ad Ardesio seguendo un sentiero in migliori condizioni». Il nuovo tracciato, marchiato dal segnavia Cai 311, scende dai 1261 metri di quota di Colle Palazzo (Valzurio) in direzione di Piazzolo, frazione di Ardesio posta a 780 metri di altitudine.

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Un significativo esempio di volontariato, che va ad aggiungersi al lavoro svolto dalla Commissione Sentieri del Cai di Bergamo, impegnata tutto l’anno nella manutenzione dei tracciati orobici. Una rete di oltre 600 sentieri che copre tutto l’arco alpino bergamasco. «Tutti i tracciati necessitano di manutenzione permanente, ogni anno sono necessari interventi straordinari a causa dei danni provocati dagli eventi meteorologici. Il lavoro, l’attenzione e la manutenzione sono lasciati ai soci del Cai e a pochissimi altri volontari».

Non mancano gli obiettivi a breve e a lungo termine. In primis la premiazione del logo “Presolana 150 anni”, in programma oggi pomeriggio alle ore 16. «Quest’anno, con l’anniversario dei 150 anni dalla prima ascesa alla vetta, si era pensato di proporre qualcosa di più articolato. Purtroppo l’emergenza sanitaria non ci ha permesso di portare a termine le iniziative prefissate, che sono già state riprogrammato nel corso del prossimo anno - continua Valoti -. Oggi (venerdì 11 dicembre), Giornata Internazionale della Montagna, si tiene la premiazione del concorso artistico: il simbolo sarà utilizzato come logo per promuovere i festeggiamenti legati all’anniversario e riprodotto sulle magliette tecniche dedicate all’evento, che saranno disponibili per tutto il 2021».

Sempre nel corso della giornata saranno anche assegnati i premi legati al bando “Giovani imprenditori in Montagna”, promosso in collaborazione con la presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e con l’Osservatorio delle Montagne Bergamasche. Entrambe le premiazioni sono visibili in diretta streaming sulla pagina Facebook del Cai di Bergamo.
«Infine è stata allestita una mostra itinerante presso il Palamonti, sede del Cai di Bergamo. Al termine del mese di dicembre gli scatti potranno essere richiesti nella varie sedi o dagli enti interessati - conclude il presidente Valoti -. I nostri rifugi nella scorsa estate hanno avuto molta attenzione, con una presenza ben maggiore rispetto a quanto inizialmente ci aspettavamo. La montagna è un luogo dove prevale il “distanziamento naturale”: speriamo di tornare il prima possibile alla normalità».